Le vendite auto Europa a maggio mostrano segnali positivi per il settore, ma non per tutti: siamo di fronte ad una crescita media del +1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con 1.113.194 immatricolazioni contro le 1.092.323 di maggio 2024. Analizzando però gli “anni d’oro”, prima della pandemia con il 2019 che è preso come anno di riferimento per il boom dell’automotive moderno, le vendite di maggio sono più basse del 23% rispetto a maggio 2019.
Sommario
La Spagna vola, la Francia affonda. E l’Italia? Galleggia
A maggio vola la performance della Spagna con una crescita in doppia cifra (+18,6%) che conferma l’andamento economico positivo del Paese, uno dei pochi in Europa che sta facendo bene in tutti i settori. Crescono le vendite anche in Regno Unito (+1,6%) e in Germania (+1,2%).
Se la Spagna sale a doppia cifra, la Francia fa i conti con un calo del 12,3%, affondando. L’Italia resta a galla, stabile con un -0,1% che la conferma al terzo posto per volumi tra i mercati europei. Sommando le vendite da gennaio a maggio la situazione è simile:
- Spagna +13,6%
- Regno Unito +2,8%
- Italia -0,5%
- Germania -2,4%
- Francia -8,2%.

Vendite auto Europa: l’Italia non ama le elettriche…
Forte crescia delle auto elettrificate, quelle che i cinesi chiamerebbero NEV (scopri qui cosa significa). Auto elettriche + auto ibride plug-in crescono complessivamente del 33% (in media), e rappresentano un terzo delle vendite delle nuove auto in Europa a maggio.
Le BEV, auto “full electric”, conquistano il 17,4% delle vendite mentre le PHEV (plug-in hybrid) raggiungono il 9,7% del mercato.
E l’Italia? Nel mese di maggio la quota complessiva di elettriche + Plug-In è stata dell’11,4%, così divisa:
- elettriche (BEV): 5,1% delle vendite totali di maggio
- ibride plug-in (PHEV): 6,3% delle vendite totali di maggio
Pe fare un confronto, la Germania viaggia al 28,5% (BEV 18,0%, PHEV 10,5%), il Regno Unito al 33,7% (BEV 21,8%, PHEV 11,9%), la Francia al 22,3% (BEV 15,7%, PHEV 6,6%) e la Spagna al 19,3% (BEV 7,9%, PHEV 11,4%).
Nel periodo gennaio-maggio la situazione è simile: NEV al 25,6% (17,1% di BEV e 8,5% di PHEV) con l’Italia ultima tra i mercati principali con un 10% di NEV (5,1% BEV, 4,9% PHEV).

Gli incentivi, la situazione Italiana e le richieste di UNRAE
Il 17 giugno scorso l’Unione Europea ha adottato una modifica al regolamento sui target di emissione di CO₂ per il triennio 2025-2027, introducendo maggiore flessibilità nel calcolo. Secondo l’UNRAE, però, l’intervento è arrivato troppo tardi.
Sappiamo che in Italia è stata fatta una revisione tecnica del PNRR che ha permesso di dirottare agli incentivi auto elettriche i 597,3 milioni di euro prima destinati alle colonnine di ricarica. Bene, se non fosse per il fatto che è ancora tutto fermo e non è stato annunciato un decreto attuativo per mettere a disposizione questi soldi…
Infine, con lo scadenza della Delega Fiscale prevista per fine agosto, UNREAE chiede un intervento sulla tassazione delle auto aziendali: maggiore detraibilità dell’IVA, deducibilità potenziata e ammortamento ridotto a tre anni. “Un’auto aziendale green rappresenta il volano ideale per la transizione: percorrenze elevate, rapido turnover e forte visibilità — conclude Cardinali — ma oggi è penalizzata da una fiscalità inadeguata”.
