Il problema più comune per chi vuole installare una stazione di ricarica ultra-rapida in Europa non è trovare il terreno o ottenere i permessi: è la rete elettrica. Le forniture di potenza adeguata richiedono mesi o anni di attesa, e i costi di adeguamento dell’infrastruttura spesso rendono il progetto anti-economico prima ancora di partire. A Power2Drive Europe, la fiera dedicata alle infrastrutture di ricarica integrata nell’edizione 2026 di Intersolar Europe, Huawei Digital Power ha presentato due prodotti che rispondono esattamente a questo problema: una nuova generazione di colonnine ultra-rapide a raffreddamento liquido e una soluzione DC BESS+Charger che abbatte il requisito minimo di allaccio a 50 kW.
Sommario
Huawei FusionCharge: 800 A per connettore, da 150 a 1.000 V
La gamma ultra-rapida che Huawei ha portato a Monaco raggiunge 800 A per singolo connettore raffreddato a liquido e 600 A nella versione boost charging. Il range di tensione va da 150 a 1.000 V su Huawei FusionCharge, il che significa garantire la compatibilità con praticamente tutto il parco veicoli attuale… e anche con quello del futuro: dalle autovetture agli autobus elettrici fino ai mezzi pesanti.
Il sistema di raffreddamento liquido promette una vita utile di 10 anni e Huawei parla anche di un miglioramento del 30% nell’efficienza operativa delle stazioni grazie all’algoritmo di power pooling intelligente, che redistribuisce la potenza disponibile tra i vari punti di ricarica della stessa stazione in base alla domanda effettiva. In pratica? Con la stessa potenza installata si possono servire più veicoli contemporaneamente, soprattutto nelle ore di punta quando non tutti i punti di ricarica sono occupati.
DC BESS+Charger: quando la rete non arriva ci pensa l’accumulo
Molto interessante è anche la nuova generazione della soluzione DC BESS+Charger, già attiva in Italia, Cina e Paesi Bassi. L’idea è semplice: affiancare alla colonnina un sistema di accumulo in corrente continua che compensa la scarsa disponibilità di rete. Il requisito minimo di allaccio scende a 50 kW, sufficiente per installare una stazione ultra-rapida in una settimana invece di aspettare che arrivi la fornitura a potenza maggiore.
La connessione diretta tra il bus DC e il sistema BESS in corrente continua serve anche a prevenire i guasti da riflusso di corrente in caso di interruzioni improvvise della ricarica, un problema reale nei sistemi ibridi AC/DC. L’efficienza dichiarata è del 92,1%, che tradotto vuol dire perdere meno di 8 kWh ogni 100 kWh erogati attraverso il sistema. Huawei dichiara un tempo di ritorno dell’investimento inferiore di un anno e mezzo rispetto alla media del settore, un dato che va verificato ma che diventa plausibile se si considera la riduzione dei costi di allaccio e la gestione dei costi dell’energia sfruttando le tariffe notturne e la batteria tampone.






