Il Gruppo Volkswagen ha presentato il suo piano per il futuro con un lungo comunicato che si può riassumere con meno modelli, un taglio dei costi e una riduzione delle fabbriche. Lo hanno deciso i vertici il 9 luglio 2026 a Wolfsburg, mettendo nero su bianco 12 obiettivi da qui al 2030. Il motivo è che, negli ultimi tre anni, il Gruppo ha perso soldi per colpa di dazi, aumento dei costi e concorrenza cinese, e i tagli fatti finora non sono bastati…
Sommario
Cosa cambia con il piano per il futuro del Gruppo Volkswagen
In pratica Volkswagen vuole ridurre le spese: per riuscirci ridurrà il numero di versioni in vendita, userà le stesse tecnologie di base (motori, batterie, software) su più marchi invece di svilupparle separate, e taglierà gli uffici e i reparti doppioni.
Il capo del Gruppo, Oliver Blume, l’ha riassunta così: “Entro il 2030 vogliamo diventare l’azienda automobilistica più attraente al mondo, con marchi forti, auto che entusiasmano e conti in ordine”.
I conti degli ultimi anni e il dimezzamento della gamma
Il Gruppo Volkswagen, comunque, non è un’azienda in crisi nera, anzi. Il Gruppo resta primo in Europa e nel 2025 ha venduto più auto elettriche che a benzina o diesel. All’inizio del 2026 è tornato numero uno anche in Cina, il mercato più difficile del mondo, e in Sud America ha fatto la quota più alta degli ultimi dieci anni.
Il problema non sono le vendite, ma i margini: guadagna troppo poco su ogni auto, e con i dazi e i prezzi bassi dei costruttori cinesi la situazione è destinata a peggiorare se non cambia qualcosa.
Ma cosa cambia per i clienti? Per farla semplice, il Gruppo eVolkswagen taglierà fino al 50% le versioni dei suoi modelli, tenendo solo quelle che vendono di più, e ridurrà fino al 75% le possibili combinazioni tra motori, allestimenti e optional.
Quando si andrà a configurare un’auto, quindi, ci saranno meno scelte ma il listino sarà più chiaro e ordinato, e questo non è un male visto che la strategia di listini semplici e allestimenti più completi sta premiando la concorrenza.
Meno produzione: da 12 a 9 milioni di auto
Volkswagen produrrà meno auto perché ne vende meno di prima. L’obiettivo è arrivare a circa 9 milioni di veicoli all’anno. Per capire quanto è grande il taglio basta un numero: prima del Covid le fabbriche del Gruppo erano organizzate per farne 12 milioni. Due milioni di questa capacità sono già stati tagliati negli ultimi anni, e altri tagli arriveranno in Europa e in Cina. In più l’azienda vuole lavorare più in fretta usando digitale e intelligenza artificiale, e ridurre i livelli di dirigenti per prendere le decisioni più rapidamente.
A dire come stanno le cose senza giri di parole è Arno Antlitz, il direttore finanziario: “I tagli già decisi non bastano. Dobbiamo rendere le nostre auto meno costose da produrre senza perdere qualità, ridurre le spese e far rendere di più le fabbriche”.
Volkswagen vende Everllence per 7,4 miliardi
Il Gruppo vuole concentrarsi solo sulle auto e liberarsi di quello che non serve. La prima mossa concreta è la vendita della maggioranza di Everllence (l’azienda di grandi motori industriali), chiusa a fine giugno, che porta in cassa circa 7,4 miliardi di euro.
Sono soldi freschi che servono a rafforzare i conti e ad avere più margine per investire sulle auto. Volkswagen sta stringendo la cinghia perché in Europa si vende poco e i cinesi fanno prezzi con cui è dura competere.
Per chi deve comprare un’auto, la domanda vera è una: meno modelli vorrà dire prezzi più bassi e listini più semplici, oppure solo meno scelta a parità di spesa?






