XPENG Iron Next Gen è il robot umanoide che ha fatto impazzire tutti quelli che l’hanno visto dal vivo alla presentazione perché pensavano che ci fosse una donna dietro al “vestito” da robot. I suoi movimenti sembravano infatti talmente naturali da non far pensare a un pezzo di metallo mosso da diversi attuatori elettrici. Invece…
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XPENG IRON Next Gen e come cambierà il mondo
Non c’è dubbio che la prossima rivoluzione in casa sarà rappresentata dai robot. Che sia Xpeng IRON Next Gen a vincere, o che sia Optimus di Tesla o un altro modello, quel che è certo è che la rivoluzione sarà enorme, come la prima diffusione di massa delle TV o la prima volta in cui tutti hanno avuto in casa una lavatrice.
La scommessa di XPENG è un robot umanoide che integra una spina dorsale come gli esseri umani, muscoli bionici e pelle flessibile, e sono proprio questi tre elementi che hanno consentito ad IRON di sembrare una persona vera grazie a movimenti fluidi.
Il cervello è rappresentato da 3 chip AI Turing con un totale di 3000 TOPS di potenza di calcolo e tre intelligenze artificiali dedicate una alla conversazione, una alla camminata e l’altra all’interazione tramite i suoi arti e le mani.
XPENG lo vuole produrre in massa entro la fine del 2026: significa che presto i prezzi potrebbero essere bassi a sufficienza da renderlo accessibile a chiunque, esattamente come oggi possiamo comprarci tutti una TV o una lavatrice.

XPENG IRON: design, dimensioni e movimento
Il robot XPENG IRON è alto circa 1,73 metri e pesa una settantina di chili. La struttura bionica è progettata per replicare movimenti umani: ha più di 80 gradi di libertà tra braccia, gambe, busto e mani, con 22 gradi di movimento dedicati a ciascuna mano per afferrare oggetti in modo naturale.
Il busto è particolarmente avanzato perché integra una sorta di colonna vertebrale meccatronica che consente torsioni, inclinazioni e rotazioni fluide, evitando quell’effetto a scatti tipico dei modelli precedenti: a colpo d’occhio, IRON è uno dei robot umanoidi più convincenti nella fluidità dei movimenti.
La parte esterna, simile a una pelle sintetica, nasconde un esoscheletro meccanico con attuatori dedicati alle varie parti del corpo.

Potenza di calcolo, sensori e batteria allo stato solido
Il cuore di IRON è una piattaforma con più chip dedicati all’intelligenza artificiale, in grado di gestire visione, movimento e interazione in tempo reale. L’elaborazione copre:
- riconoscimento ambientale a 360°
- pianificazione dei movimenti
- manipolazione con precisione delle mani
- interazione vocale e contestuale con persone e oggetti
La batteria è particolarmente interessante: XPENG usa una batteria allo stato solido, più sicura e compatta delle classiche celle al litio. Questo dovrebbe migliorare sicurezza, durata e gestione termica, un aspetto cruciale su un robot umanoide, ma sicuramente avrà un impatto sui costi a meno che il produttore non riesca a moltiplicare le economie di scala realizzando centinaia di migliaia di unità, se non milioni.
L’autonomia non è stata dichiarata nel dettaglio, ma XPENG punta a garantirne l’uso continuativo in contesti lavorativi (immaginiamo un turno da 8 ore ad esempio) con cicli di ricarica rapidi e possibilità di sostituzione della batteria.

Cosa può fare XPENG IRON oggi
Le funzioni confermate includono:
- camminare autonomamente in ambienti interni
- evitare ostacoli e muoversi tra oggetti
- afferrare utensili, scatole e oggetti di uso quotidiano
- interagire con utenti tramite voce e gesti
- eseguire routine pre-programmate in eventuali ambiti lavorativi
Le mani sono uno dei punti di forza: 22 gradi di libertà per mano permettono movimenti fini, come prendere una tazza, stringere un manico, premere pulsanti o raccogliere piccoli oggetti. E con un minimo di programmazione, questa libertà lo renderà in grado di svolgere qualsiasi compito: in fabbrica per la produzione o in casa… ci si potrebbe immaginare delle “app” che espanderanno le sue capacità.
La parte software è infatti aggiornata via OTA e XPENG promette l’aggiunta di nuove capacità nel tempo: compiti domestici, gestione di flussi di lavoro e movimenti più complessi, a metà tra la pre-programmazione e l’adattamento in tempo reale.

Limiti e ciò che manca
IRON è avanzato ma non ancora pronto per vivere in casa: XPENG, infatti, lo ha presentato come una soluzione per ambienti professionali tra cui reception e customer service, punti vendita, logistica, strutture commerciali e turistiche e contesti industriali non pericolosi.
Le scale, i terreni difficili e gli ambienti molto irregolari sono ancora una sfida per questo robot e, inoltre, non abbiamo ancora alcuna informazione su prezzo, autonomia o costi di manutenzione… sarà da portare a fare il tagliando come le auto? Chissà, ma lo scopriremo presto perché XPENG punta a una produzione in serie nel 2026, anche se è da capire quando debutterà in Europa.
XPENG IRON non è un concept da salone, ma un robot umanoide concreto. Se l’azienda manterrà le promesse, il 2026 sarà l’anno della produzione in serie per applicazioni aziendali e, da quel momento in poi, inizieremo a vedere IRON lavorare in reception, negozi, strutture turistiche e via dicendo. Il passo successivo sarà quello della casa. Nell’attesa, XPENG è già attivo in Italia con XPENG G6 (qui la prova) e XPENG G9







