Le batterie allo stato solido sono da anni una delle promesse più importanti dell’industria automobilistica. Promessa rimandata perché se è vero che abbiamo visto diverse applicazioni, è anche vero che dal prototipo all’industrializzazione c’è di mezzo il proverbiale mare.
Sommario
Più autonomia, maggiore sicurezza e densità energetica superiore rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio: sulla carta si tratta della tecnologia che potrebbe cambiare definitivamente il modo in cui vengono progettate le auto elettriche. Nella realtà c’è ancora da aspettare…
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Batterie allo stato solido: il mercato cresce ma la produzione reale è ancora minima
Il 2026 potrebbe sembrare l’anno della svolta e il mercato globale delle batterie allo stato solido per il settore automotive è destinato a raggiungere circa 1.186 miliardi di dollari, con una crescita del 75,78% rispetto al 2025.
Possono sembrare numeri importanti, ma in realtà il settore si trova ancora in una fase di transizione molto delicata, tra prototipi industriali, linee pilota e test su veicoli reali.
Per capire dove sta andando davvero questa tecnologia bisogna guardare più da vicino cosa stanno facendo i grandi gruppi automobilistici e i produttori di batterie.Se si osservano gli annunci industriali degli ultimi anni sembra che la rivoluzione sia già partita: le aziende hanno infatti pianificato una capacità produttiva globale superiore a 400 GWh entro il 2026.
Il problema è che questa capacità esiste soprattutto sulla carta: secondo le stime del settore, meno del 5% sarà effettivamente commercializzato nel breve periodo. Significa che la tecnologia è ancora nel pieno della fase di verifica industriale.
In altre parole, il 2026 sarà soprattutto un anno di test su larga scala. Le batterie allo stato solido stanno uscendo dai laboratori per entrare nelle linee pilota e nei primi veicoli sperimentali, ma la produzione di massa richiede ancora diversi passaggi.
Molti analisti indicano infatti il 2027 come il vero punto di svolta, quando le prime piattaforme industriali saranno pronte e il tasso di crescita annuale potrebbe superare l’80% e, per l’auto elettrica, sarebbe un salto tecnologico paragonabile al passaggio dai motori aspirati ai turbo.

Il dominio cinese nella produzione di batterie allo stato solido auto
Come sta succedendo già con le batterie agli ioni di litio, anche nel settore dello stato solido la Cina sta correndo più veloce del resto del mondo. Tra le aziende più attive c’è WELION, che ha già costruito quattro poli produttivi nel Paese con una capacità complessiva di 28,2 GWh, mentre i piani di espansione puntano a superare 100 GWh nei prossimi anni.
L’azienda collabora già con diversi costruttori automobilistici cinesi come NIO, JAC e Geely per portare sul mercato le prime batterie semi-solide ibride, una soluzione intermedia che combina elettroliti liquidi e solidi.
Un’altra realtà molto attiva è Qingtao Energy, che ha costruito cinque siti produttivi con una capacità pianificata di 65 GWh e partnership industriali con marchi come MG, Zhiji e Foton.
Il modello industriale cinese è molto chiaro: integrazione verticale tra produttori di batterie e case automobilistiche, con investimenti miliardari per accelerare lo sviluppo tecnologico.
Batterie semi-solide: la tecnologia di transizione verso lo stato solido
La tecnologia di transizione è quella delle batterie semi-solid state. Queste batterie utilizzano un elettrolita parzialmente solido, che consente di migliorare sicurezza e densità energetica, senza dover rivoluzionare completamente i processi produttivi, cambiare linee delle fabbriche e influire sui costi.
Tra le aziende che stanno lavorando su questa soluzione c’è Farasis Energy, che ha già avviato la produzione di batterie semi-solide destinate a diversi costruttori automobilistici cinesi, tra cui GAC e Dongfeng.
Questa tecnologia è importante perché permette di acquisire esperienza industriale, testare nuove architetture di batteria e ridurre i rischi tecnologici prima del passaggio definitivo alle batterie completamente solide.

Europa e batterie allo stato solido
Se la Cina spinge sull’industrializzazione, le aziende europee e americane stanno seguendo una strategia diversa, più basata su partnership tecnologiche.
Un esempio è Solid Power, che ha sviluppato batterie allo stato solido con elettrolita al solfuro e ha stretto un accordo con BMW e Samsung SDI per portare questa tecnologia sulle auto. BMW ha già iniziato i test su strada a Monaco con una BMW i7 equipaggiata con batterie allo stato solido.
Un’altra realtà molto attiva è Factorial Energy, che collabora con Mercedes-Benz e Stellantis e sta lavorando a un piano di espansione industriale che prevede anche la quotazione al Nasdaq.
Uno degli approcci più interessanti arriva dal gruppo Volkswagen. La controllata PowerCo ha investito oltre 130 milioni di dollari in QuantumScape, una delle aziende più note nello sviluppo di batterie allo stato solido con anodo in litio metallico.
La strategia è particolare perché QuantumScape ha deciso di non produrre direttamente le batterie, ma di concentrarsi sulla ricerca e sulla concessione in licenza della tecnologia.
CATL e BYD preparano la vera produzione di massa
Tra i giganti del settore, CATL è probabilmente quello che sta spingendo di più verso l’industrializzazione delle batterie allo stato solido.
Nel 2025 l’azienda ha inaugurato in Cina la prima linea produttiva da 5 GWh per batterie completamente solide, segnando un passaggio storico dalla ricerca alla produzione industriale. L’obiettivo dichiarato è molto ambizioso: arrivare entro pochi anni a batterie con densità energetica superiore a 500 Wh/kg, praticamente il doppio rispetto a molte batterie utilizzate oggi.
Anche BYD sta lavorando alla stessa tecnologia e prevede di lanciare la prima auto con batteria allo stato solido nel 2027, probabilmente sulla piattaforma della BYD Seal. La casa cinese punta a una diffusione progressiva della tecnologia tra il 2028 e il 2030, anni in cui vedremo quindi le solid state non solo sulle ammiraglie, ma anche su auto di segmento inferiore.

Perché le batterie allo stato solido possono cambiare davvero le auto elettriche | Angolo Lumos
Il motivo per cui l’industria automobilistica investe così tanto nelle batterie allo stato solido è semplice: i vantaggi potenziali sono enormi. La prima differenza riguarda la sicurezza: eliminando l’elettrolita liquido, il rischio di incendio si riduce drasticamente.
La seconda è la densità energetica, cioè quanta energia si riesce a immagazzinare nello stesso spazio. Le batterie allo stato solido potrebbero arrivare oltre 500 Wh/kg, permettendo autonomie molto più elevate. La terza riguarda la ricarica, perché alcune architetture permettono tempi di ricarica molto più rapidi.
Il problema è che portare queste caratteristiche dalla teoria alla produzione di massa è estremamente complesso. Il 2026 segna sì una fase di forte accelerazione, ma non è ancora l’anno della rivoluzione.
Le aziende stanno costruendo fabbriche, sviluppando linee pilota e testando le batterie su veicoli reali. Il momento decisivo arriverà probabilmente tra il 2027 e il 2030, quando le linee produttive saranno pronte e rodate e le batterie allo stato solido inizieranno davvero a diffondersi sulle auto elettriche.
