Chery Italy SRL è ufficiale da oggi, 1 ottobre 2026, anche se le notizie già circolavano dall’annuncio in occasione del Salone di Torino. Questo è quindi il nuovo nome della filiale italiana che finora si chiamava OMODA & JAECOO Automotive Italy. La società porta così sotto il marchio della casa madre i due brand già in vendita dal luglio 2024 e quelli che il gruppo cinese ha aggiunto in Italia nel corso del 2026, cioè CHERY e LEPAS. A questi si aggiungerà poi iCAUR nel primo trimestre del 2027. Al vertice dell’azienda c’è Kevin Cheng, il CEO che ho intervistato in occasione del lancio di LEPAS L8.
Sommario
Chery Italy, cinque marchi divisi in due squadre
Il cambio di nome riguarda solo la società: OMODA, JAECOO, CHERY, LEPAS e iCAUR restano marchi separati, ciascuno con una gamma, un posizionamento e una strategia commerciale propria. Cambia invece l’organizzazione interna, che divide i marchi in due blocchi:
- Alfredo Pastore sarà il Country Manager alla guida di OMODA, JAECOO e iCAUR
- Nicola Marsala sarà il Country Manager che gestirà lo sviluppo di CHERY e LEPAS
Entrambi rispondono al CEO e la divisione segue la strategia di prodotto e marchio: iCAUR, specializzato in SUV e fuoristrada elettrificati, finisce accanto a JAECOO, che ha la stessa vocazione outdoor, mentre CHERY (SUV per famiglie della gamma TIGGO) e LEPAS (gamma premium) formano il secondo gruppo.
Il nome Chery torna così in primo piano in Italia dopo essere rimasto “dietro le quinte” (le prime DR assemblate in Molise erano derivate da modelli Chery).
Vendite in Italia: una crescita lampo
OMODA & JAECOO hanno chiuso il 2025 con circa 15.500 immatricolazioni nel secondo anno dal lancio, il primo che ha potuto contare su 12 mesi di vendite complete. Nel 2026, da gennaio ad agosto, in soli 8 mesi, il gruppo ha superato quota 28.000 vetture vendute.
Parametrando questi dati su una base mensile sono circa 1.300 auto al mese lo scorso anno contro 3.500 di quest’anno: in poco più di due anni dal debutto commerciale il gruppo ha costruito in Italia una rete e una clientela tali da giustificare 5 marchi.
Una parte di questa crescita si spiega anche con la tecnologia scelta per le motorizzazioni: la gamma punta molto sulle ibride plug-in, a partire dal sistema CSH (Chery Super Hybrid) e in Europa una plug-in cinese paga il 10% di dazio d’importazione, mentre un’elettrica dello stesso Paese arriva fino al 45,3%. Il vantaggio di prezzo resterà finché Bruxelles non estenderà i dazi compensativi anche alle PHEV.

Le prossime novità di Chery Italy: Tiggo 9 CSH e iCAUR
Il primo modello a marchio CHERY che debutterà sarà la Tiggo 9 CSH, un SUV a sette posti con l’immancabile motore 1.5 turbo benzina (tipico di tutte le produzioni cinesi termiche, ibride e plug-in) e tre motori elettrici per un totale di 428 CV e trazione integrale. Arriverà nelle concessionarie da novembre.
LEPAS è già in vendita con la L8 plug-in, mentre iCAUR completerà la gamma nel primo trimestre del 2027 con SUV e fuoristrada elettrificati ancora da annunciare.
Alle spalle della filiale italiana ufficialmente istituita oggi c’è un gruppo che, a luglio 2026, ha superato i 20 milioni di veicoli venduti nel mondo, con circa 7 milioni di clienti fuori dalla Cina in oltre 130 Paesi.
Chery Automobile, la società quotata in borsa, è entrata quest’anno nella classifica Fortune Global 500 al 383° posto con 41,778 miliardi di dollari di ricavi.






