Noleggio sociale rottamazione: senza una vecchia auto da demolire non si entra nel programma, e questo si sapeva fin dal primo comunicato. Quello che il decreto attuativo (nella bozza trapelata a Quattroruote) aggiunge è che trasporto, demolizione e radiazione sono tutti a carico di chi chiede l’auto a noleggio. Si tratta di qualche centinaio di euro che si aggiungono al canone…
Sommario
Quale auto si può rottamare per il noleggio sociale
La vettura da demolire per partecipare al noleggio sociale auto deve avere tutte queste caratteristiche insieme.
- classe ambientale fino a Euro 4 compresa;
- immatricolata in Italia;
- intestata al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi;
- consegnata a un demolitore autorizzato e radiata per demolizione dal PRA.
La soglia Euro 4 è più generosa di quanto sembri. Comprende le auto immatricolate fino al 2005 circa (in alcuni casi anche oltre) e quindi copre buona parte del parco circolante più anziano che il programma sperimentale del Governo vuole togliere dalla strada. L’auto deve essere intestata da almeno dodici mesi al richiedente o a un suo convivente. Chi pensava di comprare una vecchia utilitaria a poche centinaia di euro per usarla come biglietto d’ingresso può lasciar perdere, perché la data del passaggio di proprietà si vede al PRA e l’anno di possesso serve proprio a evitare quel giochino.
Noleggio sociale rottamazione: quanto costa la rottamazione e perché non è gratis
Il decreto scrive che i costi connessi alla rottamazione, cioè trasporto, demolizione e radiazione, sono a carico dell’utente. Nella pratica, se l’auto cammina ancora e la porti tu al centro di raccolta, la spesa si limita alle pratiche di radiazione dal PRA e alla gestione amministrativa, mediamente qualche decina di euro. Se l’auto è ferma e serve il carro attrezzi, il conto sale e in alcune zone d’Italia arriva tranquillamente oltre i cento euro.
Con gli ecobonus degli anni scorsi la rottamazione era spesso assorbita dal concessionario dentro la trattativa e in molti casi la vecchia auto veniva addirittura valutata qualcosa. Con il noleggio sociale no: la macchina la consegni, non ti viene riconosciuto niente e paghi tu per liberartene.
La targa va indicata già nella domanda
La targa dell’auto da rottamare deve essere indicata al momento della presentazione della domanda di accesso al noleggio sociale. Chi si presenta allo sportello senza avere già deciso quale macchina demolire perde tempo e, in una graduatoria che funziona per ordine cronologico di arrivo, il tempo è esattamente la variabile che decide chi prende l’auto e chi resta fuori.
Il secondo passaggio critico riguarda il certificato. Il certificato di rottamazione va consegnato all’ACI nei 30 giorni precedenti la consegna dell’auto a noleggio. Se non arriva in tempi si decade dal beneficio e la vettura viene assegnata a un altro utente seguendo la cronologia delle prenotazioni. Insomma: se il demolitore ritarda le pratiche, l’auto la prende qualcun altro.
Chi non ha un’auto da rottamare resta fuori
Il noleggio sociale nasce con due obiettivi dichiarati: svecchiare il parco circolante e dare un’auto nuova a chi ha redditi bassi. L’obbligo di rottamazione serve il primo obiettivo e lavora contro il secondo, perché esclude in partenza chi un’auto non ce l’ha: il giovane al primo impiego, la famiglia che ha venduto la macchina perché non riusciva più a mantenerla, chi si è appena trasferito in una zona senza trasporto pubblico decente.
C’è un margine di manovra, ed è il familiare convivente: la vettura da demolire può essere intestata a un componente del nucleo familiare. Chi vive con un genitore che ha una vecchia auto ferma in garage può quindi rientrare, sempre che il possesso duri da almeno dodici mesi.
Cosa fare da adesso se vuoi provarci
Il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e il bando di gara dell’ACI deve ancora uscire, quindi non c’è nulla da presentare oggi e i tempi ipotizzati parlano di un avvio operativo verso metà 2027. Ma la parte di preparazione che riguarda la rottamazione si può fare subito: verifica al PRA la classe ambientale (puoi farlo gratis qui) della tua auto, controlla da quanto tempo è intestata e, se è di un convivente, assicurati che la convivenza risulti anagraficamente.






