Bangkok International Motor Show 2026, la 47esima edizione, è la conferma di quanto il mondo dell’auto sia florido e dinamico a Oriente e vecchio e stanco a Occidente. E ve lo faccio capire subito con alcuni numeri.
Sommario

Occidente vs Oriente: l’Europa è addormentata
C’era un tempo in cui i Motor Show europei erano un rito annuale tra gli appassionati. Per noi Italiani, il Salone di Ginevra era una tappa fissa per chi respirava motori e benzina e, ora, non esiste neanche più…
Nel 2025, il più grosso salone europeo è stato IAA Mobility, il Salone di Monaco che si è tenuto a settembre e ha attirato 500.000 visitatori. Noi europei abbiamo gridato al successo, ma cosa sono mezzo milione di visitatori se contestualizzati a:
- 84 milioni: la popolazione della Germania
- 212 milioni: la popolazione sommata di Germania, Francia e Italia
La Thailandia si stima abbia 72 milioni di abitanti, e il BIMS (46th Bangkok International Motor Show) ha raggiunto 1,6 milioni di presenze, praticamente il triplo di quelle di IAA Mobility. Non male se consideriamo che la popolazione locale in Thailandia, escludendo il flusso internazionale, è leggermente inferiore a quella tedesca.

La Cina alla conquista
Pur non essendo i Saloni il posto dove si acquista un’auto, visto che fiere di questo tipo hanno sempre avuto una funzione di scoperta per poi finalizzare successivamente in concessionaria, nel 2025 il BIMS ha fatto registrare 79.941 prenotazioni di veicoli, di cui 77.379 auto.
Sempre nel 2025 è stata registrata una netta accelerazione dei brand cinesi, anche in Thailandia. Il 2026 conferma il trend: la lista delle auto in mostra e dei brand partecipanti mostra la volontà della Cina di diventare un punto di riferimento anche in questa parte del Mondo, dopo aver ottenuto crescite interessanti anche in Europa e in Italia.
Se guardiamo a quelle quasi 80.000 auto vendute nel 2025 con le prenotazioni al BIMS, la classifica ha visto la Cina in testa in una lotta serrata contro il Giappone:
- BYD: 9.819 auto prenotate al BIMS
- Toyota: 9.615 auto prenotate al BIMS
- GAC: 7.018 auto prenotate al BIMS
- Deepal: 6.067 auto prenotate al BIMS
- Honda: 5.948 auto prenotate al BIMS

Il 47esimo Bangkok International Motor Show
Mentre il salone di Bangkok si avvia verso l’anniversario dei 50 anni, l’edizione del 2026 (la 47esima) conferma un’ottima presenza da parte dei produttori. I marchi coinvolti sono diversi e arrivano dalle principali fucine automotive: l’Occidente è rappresentato da brand come Audi, BMW, Mercedes e Porsche ad esempio. Il Giappone partecipa in forze con Mazda, Toyota, Lexus Honda, Suzuki e Yamaha. La Corea del Sud presenzia con Hyundai e Kia e gli Stati Uniti con Tesla e Ford.
E poi c’è la Cina, con una pletora di produttori e un numero ancora maggiore di brand: Xpeng, BYD, Chery, Omoda, MG, GWM (Ora, Wey, Tank), Changan (Deepal e Avtr), Zeekr, NIO.

Q&A con Prachin Eamlumnow
Durante il momento di Q&A con la stampa è emersa la questione dei produttori cinesi e dell’incentivazione dell’elettrico.
Il governo thailandese ha deciso di allargare il mercato per esplorare il mondo elettrico con un piano di incentivi e di riduzioni di accise, nel 2022 e 2023 (la prima fase), e nel periodo 2024-2027 con la seconda fase. La strategia del Paese è stata, negli anni ottanta e novanta, quella di imporre dazi e obbligo di produzione locale. Anche oggi, seppur in un mercato con condizioni più “aperte”, la strategia resta simile, motivo per cui la Thailandia è diventato il principale hub produttivo della regione. Tra i vari brand ci sono:
- BYD, con l’impianto aperto nel 2024
- Great Wall Motors (GWM) con l’impianto del 2021 (ex General Motors)
- SAIC Motor: impianto aperto nel 2025
- Changan Automobile: impianto Deepal e Avatr nel 2025
- GAC: ha avviato la produzione nel 2024 con AION e Neta
Abbiamo chiesto poi a Prachin: considerando che la Thailandia non ha un brand nazionale, pensa che sia possibile crearne uno?
La politica nazionale è che non vogliamo creare un brand nazionale perché abbiamo studiato i Paesi vicini e non ci sono dei business case interessanti.

L’arrivo dei produttori cinesi porterà cambiamenti nella produzione dei veicoli termici in Thailandia?
Non c’è nessun effetto perché i brand cinesi comunicano direttamente con la politica che regola strettamente la produzione per bilanciare i numeri delle varie fabbriche.
In Thailandia è stata mostrata per la prima volta, al di fuori della Cina, la Tesla Model Y a 6 posti. Ci saranno altre premiere di questo tipo in futuro?
Sicuramente
Alcuni produttori sembra stiano facendo marcia indietro sull’elettrico, cosa ne pensa e qual’è la posizione della Thailandia?
La politica del governo è adattabile e flessibile perché lo scopo del governo è attrarre investitori in Thailandia. Se il mercato dovesse cambiare, possiamo seguire i trend per dare priorità a quello che serve alle aziende straniere che vengono a investire e produrre qui.
