Targhe polacche su veicoli che circolano stabilmente in Italia? Ce ne sono 68.228, tra cui 37.830 automobili e 29.120 moto/scooter. Ma arriva una sorpresa: tra qualche mese non basterà più usare il trucco delle targhe polacche per pagare meno l’assicurazione. Dopo l’obbligo di iscrizione al REVE, il Registro dei Veicoli Esteri gestito dall’ACI, e dopo l’IPT da versare al momento dell’iscrizione, il testo del nuovo Codice della strada aggiunge il pezzo che mancava: una volta registrato il veicolo, l’obbligo assicurativo si potrà assolvere solo con un contratto stipulato con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare in Italia. Il conto di questa storia, intanto, è arrivato anche a Varsavia: per gli incidenti causati in Italia da veicoli con targa polacca senza copertura, la Polonia ha richiesto un risarcimento di 80 milioni di euro.
Sommario
Come funziona il giro delle targhe polacche
La procedura si fa in agenzia, come un passaggio di proprietà. Si porta il proprio veicolo in un’agenzia di pratiche auto, si apre una richiesta di radiazione per esportazione verso la Polonia, si aspetta la nuova immatricolazione nel paese dell’est e si firma un contratto di noleggio sullo stesso mezzo con la società polacca che nel frattempo ne è diventata intestataria. Da quel momento l’auto o lo scooter circolano in Italia con targa e assicurazione polacca, mentre chi li guida è il “proprietario”: legalmente non è più il proprietario, ma diventa il conducente. Sebbene il mezzo non si sia neanche mosso dall’Italia in tutto questo processo di radiazione e nuova targa…
A Napoli una Rc auto di base costa in media intorno ai 600 euro l’anno e, per un motorino con le garanzie accessorie, si superano anche i 2.000 euro. Con il trucco della targa polacca si pagano 600-800 euro il primo anno e 300-350 euro a partire dagli anni successivi. Su un ciclomotore assicurato in modo completo, il costo scende a poco più di un sesto.
Non a caso il fenomeno è concentrato quasi tutto in Campania, l’area dove le tariffe Rc sono le più alte d’Italia: nella sola provincia di Napoli, nel 2025, sono state iscritte al REVE be 14.066 targhe polacche.
Al risparmio sull’assicurazione si somma un ulteriore vantaggio: la difficoltà dei comandi di polizia locale nel notificare le multe a un intestatario estero. Difficoltà non significa impossibilità: la multa non sparisce, cambia soltanto chi la paga.
Infatti una persona regolarmente assicurata con RC Italiana che viene tamponata da un veicolo straniero non coperto in Italia, dovrà (senza averne colpa) fare a meno della procedura di risarcimento diretto, affidandosi al Fondo di garanzia per le vittime della strada. In pratica? Tempi più lunghi e rimborsi peggiori. Come ha dichiarato Roberto Arena, presidente di ANAPA, chi ha una RC Italiana regolare, in caso di “scontro” con una targa straniera, “paga di più e riceve meno tutela in caso di sinistro”.
Cosa cambia con l’obbligo di Rc auto italiana
Dal 2022 i mezzi immatricolati fuori dall’Italia e usati stabilmente qui devono essere registrati nel REVE: questa è stata la prima mossa per contrastare il fenomeno. Recentemente, dal 25 maggio 2026, l’iscrizione al registro comporta anche il pagamento dell’IPT, l’imposta provinciale di trascrizione che si paga quando si intesta un’auto in Italia. Il terzo passaggio è quello dell’assicurazione Italiana obbligatoria che è previsto nel testo del nuovo Codice della strada e diventerà operativo nei prossimi mesi.
Risultato? Una polizza stipulata con una compagnia autorizzata a operare in Italia viene tariffata sul rischio italiano, quindi la polizza per una moto che gira a Napoli… costerà quanto costa a Napoli.
Controlli in tempo reale sulle targhe polacche
Che il tema sia diventato una priorità lo dice una circolare del 13 agosto inviata dal Ministero dell’Interno ai Ministeri di Trasporti e Giustizia, alle prefetture, alle questure e ai comandi generali di Carabinieri e Guardia di Finanza. Nel documento si comunica che la Polizia ha abilitato i collegamenti ai portali del governo polacco che permettono di consultare in tempo reale copertura Rc auto, libretti e patenti in Polonia.
Fino a ieri verificare la regolarità di un veicolo straniero significava avviare uno scambio di informazioni fra amministrazioni: fare una richiesta manuale e attendere. Adesso le istituzioni italiane possono controllare immediatamente se quella targa polacca ha davvero una copertura assicurativa valida in Italia.
In Polonia la chiamano “procedura italiana”: ma quanto è costata?
Il trucco delle targhe polacche è diventato un problema anche per la Polonia. Il PBUK, l’ufficio nazionale degli assicuratori auto, è l’organismo che risarcisce i danni causati all’estero dai veicoli immatricolati in Polonia. Ogni incidente provocato in Italia da un mezzo con targa polacca senza copertura lo paga il sistema assicurativo polacco.
I numeri di quel conto sono cresciuti in fretta. Gli incidenti sono passati da 514 nel 2024 a circa 1.300 nel 2025. Di conseguenza, i risarcimenti versati dal PBUK sono saliti da 6,9 a 18,4 milioni di złoty, cioè da 1,5 a 4,2 milioni di euro in un solo anno. Allargando lo sguardo a un arco temporale maggiore: fra il 2021 e il 2025 il numero delle pratiche gestite è aumentato di quasi diciassette volte.
| 2024 | 2025 | |
|---|---|---|
| Incidenti in Italia con targa polacca senza copertura | 514 | circa 1.300 |
| Risarcimenti pagati dal PBUK | 6,9 mln złoty (1,5 mln €) | 18,4 mln złoty (4,2 mln €) |
| Targhe polacche iscritte al REVE nella provincia di Napoli | 14.066 |
Insomma, la Polonia si è stancata di pagare e il PBUK ha avviato circa 500 azioni di rivalsa contro proprietari e società intestatarie dei veicoli. E non pensiate che il conto lo paghino solo gli accusati perché ogni frode assicurativa fa aumentare i costi delle assicurazioni anche a chi è sempre stato onesto, quindi a pagare il conto sono anche gli automobilisti polacchi che Napoli neanche l’hanno mai vista in foto…
La contromossa di Varsavia: foto obbligatorie alla revisione
Il ministero delle Infrastrutture polacco sta lavorando a una modifica delle regole sulla revisione periodica (che c’è in Polonia come in Italia): l’obbligo di documentare con fotografie la presenza fisica del veicolo nell’officina (Polacca) durante il controllo tecnico.
Oggi migliaia di revisioni risultano eseguite in Polonia su mezzi che in Polonia non ci sono mai stati: e l’obbligo fotografico costringerebbe chi ha immatricolato lì il proprio scooter a riportarcelo davvero ogni due anni, eliminando la convenienza economica..
Il viaggio di andata e ritorno fra la Campania e la Polonia, fra carburante, pedaggi e giorni di ferie, costa più di quanto si risparmi in due anni di polizza. Insieme all’obbligo di Rc italiana, dovrebbe eliminare per sempre il fenomeno… almeno sulla carta.
Cosa rischia chi ha già una targa polacca
Chi ha già intestato il mezzo a una società polacca si trova ora davanti a una situazione italiana. Per l’Italia è necessaria l’iscrizione al REVE con l’IPT da pagare e, presto, l’obbligo di polizza italiana. Lato Polonia c’è il PBUK che, dopo aver risarcito il danneggiato italiano, si rivale su chi ha causato l’incidente: le circa 500 azioni già avviate sono richieste di rimborso indirizzate ai proprietari e alle società intestatarie, con importi che possono superare di molto il risparmio accumulato negli anni. E in più ci potrebbe essere l’obbligo della revisione del mezzo in Polonia…
Resta però il motivo per cui tutto questo è nato, cioè il costo dell’Rc auto in alcune province italiane. A Napoli sono già in aumento le immatricolazioni con targa ceca e bulgara: è la stessa identica pratica, solo che si cambia la bandiera sulla targa. La norma sull’assicurazione italiana è comunque scritta per essere applicata a tutti i veicoli iscritti al REVE, non solo a quelli polacchi. Quindi la targa ceca o bulgara bypasserebbe soltanto l’obbligo di revisione nel Paese estero, non quello di assicurazione…
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