Octopus Energy Generation entra a far parte di Scaling Up Renewables in Africa, un progetto internazionale pensato per la diffusione delle energie rinnovabili nel continente africano. La campagna, lanciata dall’Unione europea, dal Sudafrica e da Global Citizen, ha già raccolto investimenti per 15,5 miliardi di euro, con l’obiettivo di rafforzare la produzione di energia pulita e, soprattutto, le infrastrutture necessarie a portarla dove oggi non arriva.
Sommario
L’ingresso di Octopus Energy ha un peso importante: l’azienda è al momento l’unica impresa britannica ad aderire all’iniziativa e lo fa attraverso il programma Power Africa, che punta a investire 450 milioni di dollari nel settore energetico.

In Africa è in corso una sfida (anche) geopolitica
Dietro la retorica della transizione energetica e della cooperazione internazionale, iniziative come Scaling Up Renewables in Africa hanno anche una lettura geopolitica difficile da ignorare. L’Europa (e il Regno Unito con Octopus) sta cercando di recuperare peso in un continente dove negli ultimi quindici anni la presenza cinese è cresciuta in modo capillare, soprattutto attraverso infrastrutture, finanziamenti e grandi opere.
Le rinnovabili diventano così uno strumento per esercitare il cosiddetto “soft power“: non solo pannelli e turbine, ma reti elettriche, standard tecnici, software di gestione, manutenzione, formazione locale e accesso alle filiere industriali.
In questo senso, il programma europeo si inserisce chiaramente nella strategia Global Gateway, pensata come alternativa occidentale ai grandi progetti infrastrutturali cinesi. Non si tratta però di uno scontro diretto o di una “guerra” aperta: in molti Paesi africani UE e Cina opereranno in parallelo.
La vera partita si gioca su due fronti: da un lato le reti elettriche, il vero collo di bottiglia della transizione africana, dall’altro il controllo degli standard e delle filiere che determinano chi fornirà tecnologia, ricambi e servizi nei prossimi decenni, generando un ritorno economico non indifferente.

Dal solare off-grid ai parchi eolici, le iniziative di Octopus Energy
Octopus Energy ha investito in MOPO, azienda specializzata in batterie solari portatili pensate per abitazioni off-grid, quegli edifici difficili o impossibili da collegare a una rete elettrica tradizionale.
Un altro tassello è la partnership con Akuna Group, che ha portato allo sviluppo del primo parco eolico della Sierra Leone, sull’isola di Sherbro. In parallelo poi c’è tutta la parte relativa alla creazione delle infrastrutture di rete: senza sistemi di distribuzione affidabili, la produzione rinnovabile resta inutile.
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Secondo gli obiettivi dichiarati, i progetti dovrebbero portare elettricità a circa 1,1 milioni di persone nell’Africa subsahariana, contribuendo in modo concreto al target della campagna che punta a estendere l’accesso all’energia a 17,5 milioni di abitazioni totali.
L’obiettivo è sconfiggere il paradosso: l’Africa possiede circa il 60% del potenziale solare globale, ma riceve appena il 2% degli investimenti mondiali nelle rinnovabili.
