Even Realities G2 sono gli occhiali smart con l’anelllo che fa sia da “touchpad” dedicato, sia da smart ring per il controllo della salute, del sonno e dell’attività fisica. Un “due-in-uno” che funziona e che da un vantaggio non da poco a questi occhiali.
Sommario
Presentati al CES 2026 di Las Vegas, gli Even Realities G2 hanno poi in mente un altro obiettivo raggiunto con successo: non sembrare affatto degli occhiali smart. Ecco come fanno e come si sono comportati dopo 9 mesi di test in varie situazioni…

Un micro-display che non invade la vista
Il cuore degli Even Realities G2 è il micro-display monocromatico (proietta testo in colore verde) integrato nelle lenti. Anche quando ho acceso lo schermo mentre parlavo con altre persone, il display restava invisibile da chi mi guardava dritto negli occhi, mentre io potevo leggere la traduzione in tempo (quasi) reale o altre informazioni.
Ho provato gli Even Realities G2 senza lenti correttive, cosa che non ha permesso di usarli ogni giorno ma solo in quelle giornate in cui mettevo apposta le lenti a contatto. Ho messo alla prova la luminosità dello schermo in esterni molto soleggiati, interni e fiere in cui gli enormi display espositivi potevano creare una difficoltà di lettura. In generale questo piccolo schermo proiettato si è comportato bene, con alcune puntualizzazioni:
- prova di giorno con sole diretto: la luminosità è alta, ma contro il sole diretto si può fare poco. In questi casi diventa più difficile leggere le informazioni sullo schermo, a meno di “proiettarle” puntando gli occhiali verso in una zona più ombreggiata
- prova in interni di giorno e esterni di notte: qui la visibilità è perfetta anche a luminosità molto bassa, il consiglio è di attivare dall’app la luminosità automatica e far si che gli occhiali risparmino batteria abbassandola quando siamo in situazioni notturne o in interni poco illuminati
- prova in interni con forti disturbi luminosi (schermi, luci, faretti): in queste situazioni, le luci direzionali di faretti e simili danno un po’ fastidio, meglio distogliere lo sguardo e proiettare altrove. Nonostante questo, anche guardando le sorgenti di luce artificiale in maniera diretta, resta comunque la leggibilità grazie a una luminosità più che sufficiente.
Ci sono tre distanze tra cui scegliere per la proiezione dello schermo e, in tutte e tre, il campo visivo è abbastanza libero con il testo che permette comunque di vedere chiaramente quello che succede intorno. L’interfaccia infatti è volutamente semplice e minimalista: niente effetto “wow”, ma semplici informazioni che devono esserci ma non devono diventare ingombranti.

Gli occhiali smart dalle mille possibilità: software e funzioni
Gli Even Realities G2 danno il meglio iniziando ad utilizzarli come secondo schermo per sostituire quello dello smartphone. In viaggio per eventi e conferenze e durante le fiere, ad esempio, sono stati utilissimi per limitare il tempo che passavo a consultare lo smartphone. Un esempio? Tramite navigatore pedonale (funziona anche in bici) potevo muovermi avendo le mani libere, oppure potevo chiedere qualcosa all’IA tramite comandi vocali. La risposta arrivava direttamente sul display.
Comandi vocali e microfoni
Peccato che lato hardware, i microfoni non siano all’altezza delle situazioni più difficili. In casa con un robot aspirapolvere impostato a livello medio, ad esempio, faticano a comprendere bene i comandi che vanno detti in modo chiaro e ad alta voce, non a voce normale. Inoltre in esterno, specie con forti rumori ambientali, bisogna alzare molto il volume della voce.Alcuni errori che ho notato:
- ha capito “opzioni Tesla” al posto di “azioni Tesla”
- ha capito “aprile note” al posto di “apri le note”
Notifiche: la funzione più utile
Molto utile invece la parte dedicata alle notifiche: dall’app si scelgono quali vogliamo visualizzare, il mio consiglio è di puntare solo sulle app più importanti, e sullo schermo degli occhiali vedremo comparire i pop-up così da non perderci mai niente di importante. Il tempo di visualizzazione delle notifiche è regolabile su tre livelli: 5,7 e 10 secondi di attivazione per lo schermo per ogni notifica.
L’IA per richiamare funzioni
C’è poi l’integrazione con l’AI anche a livello di sistema, che permette di richiamare funzioni vocali, traduzioni rapide e promemoria contestuali sugli Even Realities G2.
Le risposte sembrano tarate per essere brevi così da non occupare mai troppe righe di testo e non farci perdere troppo tempo a leggerle, un’ottimizzazione dell’LLM fatta quindi per non costringerci a leggere un papiro ad ogni risposta.
Teleprompter: ottimo e con riconoscimento vocale
Il teleprompter funziona bene: si salvano nell’app i testi e poi si può richiamare senza toccare gli occhiali o lo smartphone. Basta dire “Hey Even, avvia il teleprompter”. A quel punto sullo schermo vedremo i vari file salvati e sarà l’IA a chiederci quale usare.
Scelto il testo giusto, basterà parlare in italiano lo schermo seguirà la nostra voce, senza andare avanti finché non viene pronunciato il testo visualizzato così da non richiedere né di toccare gli occhiali, ne di cambiare pagina tramite anello.

Il vantaggio dell’anello come controller degli occhiali
Avere un anello smart da usare come touchpad è un vantaggio non da poco. Permette infatti di essere molto più “sobri” nel controllare gli occhiali, senza toccare le asticelle come dei forsennati.
L’anello è ben realizzato, con una finitura che resiste discretamente ai graffi anche se dopo mesi si nota qualche segnetto non profondo. Ha una superficie tattile che permette di muoversi nei menu (su e giù), confermare (con un singolo click), tornare al menu precedente (doppio click) o spegnere/accendere lo schermo (doppio click quando ci si trova nella dashboard). La sensibilità è perfetta, così come la fluidità di utilizzo.
L’anello poi traccia anche il sonno, l’attività fisica, battiti cardiaci, ossigeno nel sangue e poco altro, ma non ha un’applicazione fatta bene come gli altri anelli smart a questo scopo. Il prezzo? Non è certo bassissimo: 249 dollari.

Comfort, peso e autonomia: sembrano occhiali tradizionali
Un altro punto chiave degli Even Realities G2 è il comfort. Pesano poco, sono ben bilanciati e non danno la sensazione di avere due batterie sulle tempie. Li ho usati dalla mattina alla sera, anche per sessioni di 12/16 ore consecutive, si avverte solamente una pressione alle tempio quando si superano le 8/10 ore di utilizzo.
Confrontandoli con occhiali smart più ingombranti, comunque, si tratta davvero del modello più simili a degli occhiali da vista, anche dal punto di vista del peso visto che la montatura è in lega di titanio e magnesio, non c’è la fotocamera e non ci sono gli altoparlanti ad aggiungere grammi.
L’autonomia degli Even Realities G2 copre tranquillamente una giornata piena di utilizzo misto, con notifiche, navigazione e qualche interazione AI. Riducendo leggermente l’uso, si riesce ad arrivare anche a due giorni, ma comunque la custodia fa da power bank quindi basta portarsi quella per avere almeno una settimana di autonomia e si ricarica tramite USB. Non hanno però né un sistema di batterie sostituibili, né un mini power bank collegabile agli occhiali direttamente: durante la ricarica, se hanno le lenti da vista e sono i vostri unici occhiali, dovrete rinunciare alla correzione ottica.

Scheda tecnica – Even Realities G2
Design e costruzione
- Tipologia: smart glasses con micro-display monocromatico integrato nella lente
- Materiali: montatura in lega di titanio e magnesio
- Peso: circa 36 grammi
- Lenti: supporto per lenti graduate da −12 a +12 diottrie
- Resistenza: certificazione IP65 contro polvere e schizzi d’acqua
- Accessori: clip-on solare, anello smart per controllo remoto
Display
- Tecnologia: micro-LED monocromatico con frequenza di 60 Hz
- Risoluzione: 640 × 350 pixel
- Campo visivo: circa 27,5°
- Luminosità: fino a 1.200 nit regolabile anche automaticamente
Funzioni smart
- Connettività: Bluetooth con smartphone iOS e Android
- Notifiche: messaggi, chiamate, email e app compatibili
- Navigazione: indicazioni stradali in sovrimpressione
- AI integrata: comandi vocali, promemoria, traduzioni simultanea e conversazione
- Teleprompt: visualizzazione appunti e testi davanti agli occhi
Controlli
- Touchpad: superfici sensibili al tocco sulle aste
- Accessori opzionali: anello smart Even R1 per controllo gesture e tracciamento attività
Batteria e autonomia
- Autonomia: fino a due giorni di utilizzo misto
- Ricarica: tramite custodia di ricarica con batteria integrata
Dimensioni montatura
- Larghezza lenti: 47,7–49,5 mm
- Altezza lenti: 41,3 mm
- Larghezza montatura: 132–132,8 mm
- Ponte nasale: 22,6 mm

Even Hub: le app aggiuntive sono il vero punto di forza
Even Hub è lo store che permette di ampliare le funzioni degli Even Realities G2, scegliendo applicazioni sviluppate anche da terze parti. Si trova nell’app Even Realities sul telefono e raccoglie strumenti dedicati a produttività, musica, intelligenza artificiale e intrattenimento. Si possono esplorare le categorie, cercare un’app e vedere un’anteprima di come apparirà sugli occhiali prima di installarla. Sempre dallo smartphone si gestiscono gli aggiornamenti e si scelgono le applicazioni da mostrare nel menu dei G2.
Per capire cosa aggiunge, però, bisogna partire dal funzionamento: le app vengono eseguite sullo smartphone, mentre gli occhiali mostrano le informazioni e raccolgono i comandi. Il telefono svolge quindi il lavoro di elaborazione e comunica con i G2 tramite Bluetooth.
Gli sviluppatori possono sfruttare il display, i microfoni e i comandi sulle aste, oltre all’anello opzionale Even R1. Alcuni esempio:
- c’è un’app per gli occhiali che usa il comando vocale dei G2 per controllare la propria Tesla
- c’è un’app che si connette a Home Assistant e trasforma gli occhiali nel controllo della smart home, anche quando siamo fuori casa
- c’è un’app che si connette a Gmail e aggiunge funzioni attive per usare la posta elettronica (e non solo le notifiche
- c’è un’app che si collega a Claude per eseguire tramite occhiali delle richieste all’IA installata sul Mac / PC
L’apertura agli sviluppatori è quindi interessante perché risponde a tante esigenze specifiche che le funzioni integrate non coprono. Even mette a disposizione un kit di sviluppo e strumenti per simulare l’interfaccia, provarla sui G2 e distribuire le applicazioni.
Va notato che, pur essendoci varie app, si tratta di funzioni per i più esperti che spesso, specie se vogliamo controllare auto, smart home e altre IA, richiedono di configurare server locali o usare sistemi di token.

Even Realities G2: a chi li consiglio
Dopo aver testato a fondo questi occhiali, mi sono fatto un’idea che conferma quello che pensavo quando scrivevo dei G1 (qui): per me sono utilissimi. Se fate una vita sommersi da notifiche, spesso in movimento, spesso in contesti internazionali… beh, allora questi occhiali vi danno un grande aiuto senza essere qualcosa che vi fa sembrare degli alieni.
E, soprattutto, senza intimidire chi vi sta intorno: niente fotocamera e niente altoparlanti significa poterli indossare praticamente ovunque senza preoccupazioni. Non sono dei dispositivi indossabili pensati per fare video e foto e non sono uno strumento che si giustifica facilmente se non lo usate per lavorare o, comunque, per incrementare la vostra produttività.
Cosa migliorare? Il tempo di risposta dell’assistente IA (si chiama dicendo Hey Even) è assolutamente migliorabile, e in una nuova ipotetica generazione vorrei vedere dei microfoni in grado di migliorare la resa così che possiamo sussurrare un comando o in modo da non dover alzare la voce quando ci troviamo in situazioni affollate come fiere e eventi con molti rumori di fondo. In queste situazioni, infatti, diventa difficile per l’assistente vocale capire i nostri comandi e a volte distorce alcune domande.

Prezzo e accessori
Even Realities G2 non costano poco: si paga la leggerezza, il design da occhiali veri e le caratteristiche. Siamo nella fascia alta con un prezzo di 599 dollari per la versione senza lenti graduate, con lenti graduate bisogna aggiungere dai 159 dollari in su (a seconda del tipo di lenti che scegliete, esattamente come gli occhiali normali).
Se il prezzo è giustificabile in parte per via dei materiali e del comfort riuscitissimo rispetto ad altri occhiali smart economici, fatti in plastica e più pesanti, ciò che non è giustificabile è la politica di prezzo sugli accessori. Le lenti clip-on solari (occhiali da sole che si agganciano ai G2) costano 99 dollari quando per un paio di occhiali tradizionali si pagano 30, massimo 40 euro.
Prendendo i G2 graduati, la clip solare e l’anello smart, si superano tranquillamente i 1.000 dollari di scontrino totale, non certo poco per degli indossabili…






