Meta NameTag è il caso scoppiato negli ultimi giorni a causa dell’app Meta AI, che conteneva il codice di un sistema di riconoscimento facciale per gli smart glasses Ray-Ban e Oakley. Lo ha scoperto WIRED analizzando l’APK, e Meta lo ha rimosso il giorno successivo.
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Il codice che Meta non aveva dichiarato
La notizia arriva dall’analisi del codice dell’app Meta AI pubblicata da WIRED il 4 giugno 2026. All’interno dell’applicazione, necessaria per utilizzare le funzionalità principali degli smart glasses Ray-Ban e Oakley prodotti con il gruppo EssilorLuxottica, i ricercatori hanno identificato i componenti di un sistema chiamato internamente “NameTag”: una funzione di riconoscimento facciale in tempo reale mai annunciata pubblicamente, distribuita silenziosamente sui dispositivi degli utenti attraverso aggiornamenti.
Il meccanismo è strutturato in tre modelli AI distinti, per un totale di circa 100 MB già scaricati sui telefoni: il primo rileva i volti inquadrati dalla fotocamera degli occhiali, il secondo li ritaglia, il terzo li converte in “faceprint”, ovvero una sequenza numerica di 2.048 valori che identifica in modo univoco i tratti del viso. Questi dati biometrici vengono confrontati con un database conservato localmente sullo smartphone dell’utente.
L’app include anche una sezione chiamata “Connections”, strutturata per raccogliere le persone riconosciute nel tempo. La scoperta è stata confermata in modo indipendente da Cooper Quintin della Electronic Frontier Foundation, che ha dichiarato a WIRED: la funzione non è ancora attiva per i consumatori, ma sembra quasi pronta per il lancio.
Meta NameTag: rimosso il giorno dopo
La risposta ufficiale di Meta è arrivata tramite il portavoce Ryan Daniels, che ha definito l’analisi di WIRED giornalismo “clickbait” e ha precisato che quanto trovato nel codice è solo la prova di una valutazione interna, non una funzione rilasciata. Il 5 giugno, a meno di 24 ore dalla pubblicazione dell’inchiesta, Meta ha rilasciato un aggiornamento che rimuove completamente il codice NameTag dall’app.
Mentre pubblicamente Meta descriveva il riconoscimento facciale Meta Nametag come una possibilità ancora “in fase di riflessione”, l’infrastruttura era già distribuita sui telefoni di decine di milioni di persone. Una nota interna citata da WIRED suggeriva addirittura di valutare il lancio in un periodo politicamente favorevole, per ridurre l’impatto delle reazioni dei gruppi per la difesa della privacy.
Il precedente più diretto risale al 2021, quando Meta aveva chiuso il sistema di riconoscimento automatico su Facebook e dichiarato di aver eliminato oltre un miliardo di faceprint, dopo aver patteggiato 650 milioni di dollari per una class action in Illinois. Nel 2024 altri 1,4 miliardi al Texas per raccolta illecita di dati biometrici
Per le leggi europee, NameTag sarebbe comunque incompatibile con il GDPR e l’AI Act vietano il riconoscimento facciale in spazi pubblici senza consenso esplicito.
Già nel 2024, due studenti di Harvard avevano dimostrato che combinando i Ray-Ban Meta con software specifico era possibile identificare passanti in tempo reale e recuperarne dati personali da database pubblici, tutto senza riconoscimento facciale nativo. L’aggiunta di NameTag avrebbe reso quel tipo di operazione accessibile a chiunque possieda un paio di occhiali e l’app installata sul telefono.






