Ho approfittato dell’estate per la recensione Ninja Luxe Café Mini Plus, una macchina del caffé semi automatica che macina i grani di caffè, ha una serie di funzioni per selezionare il tipo di bevanda, pesa il macinato, ha 60 livelli di macinatura tra cui scegliere e costa 499,99 euro. Arrivando da un’automatica De’Longhi con macinacaffè integrato, ho deciso di portarmi in vacanza la Ninja semi-automatica per metterla alla prova, senza pretese da barista, ma come farebbe un qualsiasi utente che vuole iniziare ad approcciare questo mondo, magari partendo da chicchi a budget medio…
Sommario
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La scocca alterna acciaio e plastica, con le parti a vista in metallo e il guscio superiore in plastica: a 500 euro avrei preferito forse più acciaio non solo per l’estetica (che è piacevole tutto sommato), ma per il peso. Qui, infatti, essere leggera è uno svantaggio: quando aggancio il portafiltro, la macchina stessa tende a scivolare sul piano e quindi l’operazione va fatta con due mani, una per agganciare e ruotare, l’altra per tenere ferma la macchina.
Il serbatoio dell’acqua da 1,3 litri sta dietro ed è estraibile: molto pratico e con le tacche di minimo, massimo e soglia di decalcificazione. La tramoggia in alto, con coperchio dotato di guarnizione per non disperdere la fragranza dei chicchi di caffé, contiene 250 grammi di caffè in chicchi. Sulla parte altra, a destra del vano del caffè, ci sono gli alloggiamento per il pressino e per l’imbuto antisporco. Quest’ultima è una scelta pratica davvero apprezzata perché così, dopo aver macinato e pressato, metto tutto nel “buco” e eventuali residuo restano li, senza sporcare tavolo o il piano della cucina.


Barista Assist: la macchina pesa il porta-filtro e ti dice come macinare
Ninja ha trasformato una macchina da caffé d’impostazione “professionale” con un sistema di utilizzo facile e adatto anche ai neofiti: si scegli la bevanda tramite il menu, si aggancia l’imbuto al portafiltro (serve per non sporcare durante la fase di macina) e si inserisce il tutto nella “culla” del macinacaffè.
Alla prima pressione la macchina pesa il portafiltro a vuoto, calcola la dose corretta per quella bevanda e mostra sul display il numero a cui impostare la ghiera posta sulla parete sinistra. Noi dovremo quindi girare la ghiera per far combaciare il numero (lo vediamo sullo schermo affiancato a quello suggerito) e, poi, basta premere il tasto centrale e la macchina macina la quantità esatta, verificandola con la bilancia integrata.


Questo sistema permette di rendere una macchina semi-automatica come questa, facile come quelle completamente automatiche perché risolve il problema della granulometria sbagliata. Ne parlo nel capitolo dedicato ma, in breve, è il motivo per cui l’espresso o non esce o esce troppo annacquato.
Oltre alle impostazioni consigliate, poi, si può influire su temperatura e pressione durante l’erogazione per giocare sull’acidità. Nella confezione c’è un pratico manuale “rapido” che mostra come correggere le impostazioni in base ai nostri gusti con un flusso ad albero.

La scienza dietro l’espresso perfetto: istruzioni per principianti
Ma cosa fa davvero quel sistema di pesatura e macinatura assistita? Quando si parla di caffé macinato a casa, partendo dai chicchi, sono due variabili che non si vedono, la dose e la granulometria.
La fisica dell’estrazione: cosa esce dal caffè e in che ordine
L’acqua calda spinta a 9 bar di pressione attraverso il pannello di caffè pressato è un solvente chimico che non estrae tutto in blocco, ma segue una sequenza precisa. Nei primi secondi porta via le componenti più volatili e solubili del macinato: acidi fruttati, note agrumate e la spina dorsale aromatica del chicco. Subito dopo scioglie gli zuccheri che sono quelli che regalano la dolcezza e il corpo con cui l’acidità si bilancia. Nella fase finale, se il flusso si prolunga, arrivano i composti meno solubili che necessitano più tempo per venire “estratti”: tannini, note legnose e, infine, un amaro astringente che solitamente è quello che rovina il risultato finale perché restituisce quell’effetto di “macchinetta sporca dell’autogrill”…
Quando si fa un espresso a casa ci sono due potenziali errori. Il primo è che nella sotto-estrazione l’acqua passa troppo velocemente: in questo caso il caffè trattiene gli zuccheri e rilascia solo una parte dell’acidità. Risultato? Nella tazza arriva una bevanda acquosa, eccessivamente acida e con quel retrogusto salato. Nella sovra-estrazione succede l’opposto: se l’acqua ristagna troppo a lungo si satura di composti amari e pesanti e la bevanda che arriva nella tazza sa di bruciato. Il punto di equilibrio sta nel togliere il massimo di dolcezzae della complessità della miscela di caffé (il macinato) fermandosi un attimo prima che emergano i difetti della sovra estrazione.

Dosaggio e la bilancia integrata
La bilancia integrata pesa il macinato perché la quantità di caffè, in grammi, ha effetto poi su tutto il processo e, se sbagliata, o crea dei vuoti, o una compattazione eccessiva. A parità di macinatura una dose inferiore oppone meno resistenza, l’acqua passa più velocemente e si verifica la sotto-estrazione. Una dose eccessiva, invece, compatta troppo il caffè e blocca fisicamente il flusso.
C’è poi la coerenza del rapporto tra caffè secco e bevanda in tazza: solitamente si lavora su proporzioni fisse (tipicamente 1:2) dove 18 grammi di macinato producono 36 grammi di espresso.
Bevande diverse, poi, richiedono sistemi di estrazione completamente diverse: un espresso singolo, un doppio, un lungo e un caffè filtrato partono da quantità di materia prima diverse. La bilancia integrata calibra il macinato in base alla bevanda selezionata sul pannello in maniera automatica.

La macinatura: dai micron dell’espresso alla sabbia del filtro
L’altro aspetto da considerare è come viene macinato il chicco di caffé. Su questa Ninja Luxe Café Mini Plus ci sono delle macine coniche che regolano la distribuzione granulometrica, cioè la dimensione dei frammenti risultanti dalla macinatura (misurata in micron). Per semplificare: più le particelle sono fini, maggiore è la superficie totale esposta all’acqua, quindi l’acqua penetra più lentamente ma dissolve i composti molto più in fretta.
Per l’espresso servono macine capaci di produrre una polvere finissima. Per un caffè filtrato o un cold brew la macinatura deve essere più grossolana, più vicina alla sabbia grossa o al sale per intenderci. Per questo se si usa una macinatura da espresso per il filtrato l’acqua asfalta il letto di caffè e restituisce un composto fangoso e sovra-estratto. Al contrario, se si usa una macinatura grossa per l’espresso, l’acqua scivola via in pochi istanti e nella tazza resta un liquido acido, quasi trasparente e senza sapore.
C’è infine la variabile dei chicchi, che non sono tutti uguali. Una tostatura chiara è più densa, fibrosa e ricca di note floreali. Questa reagisce alla macinatura in modo opposto rispetto a una tostatura scura che, invece, è più oleosa, fragile e rilascia prima i sapori amari.

Meglio dei baristi esperti? No, ma aiuta chi è alle prime armi…
Un barista tradizionale si forma in anni di pratica per imparare a correggere a occhio la dose, a sentire l’umidità e a capire se stringere o allargare la macina. Con un sistema automatico come quello della Ninja Luxe Café, la tecnologia viene incontro per sollevarci dal problema della pesatura e della gestione della macinatura.
L’idea è che, una volta trovato il setup perfetto, la macchina aiuta a tenerlo e ripeterlo con costanza nel tempo, così da non avere un giorno una tazza troppo acida e quello successivo una troppo amara…

Il risultato, com’è l’espresso?
Come anticipato in apertura, ho usato la macchina con il caffé che compro quotidianamente per la DeLonghi automatica: l’Esselunga 100% arabica in grani, un prodotto marchiato Esselunga ma tostato da Kimbo su una miscela di arabiche sudamericane e centroamericane.
Con questo chicco l’espresso esce onesto e bevibile, ma la crema è sottile e collassa in fretta: bisogna specificare che non è un difetto della Ninja Luxe Café Mini Plus. La crema spessa e persistente a cui siamo abituati al bar è dovuta alla parte di robusta, che in un 100% arabica non c’è… Inoltre, la crema nasce dalla CO2 che il caffè rilascia nelle settimane successive alla tostatura: sulle confezioni da supermercato però c’è il termine minimo di conservazione, ma non la data di tostatura. Significa che dalla torrefazione alla messa a scaffale possono anche passare mesi.


Il limite tecnico di questa macchina sono le macine coniche, che rispetto a un macinacaffè dedicato dello stesso prezzo (ma che è un accessorio in più e raddoppia il costo) smorzano maggiormente l’aroma. Una miscela commerciale come questa, che sta sui 15 euro al chilogrammo, è costruita per essere abbastanza costante e rotonda e non ha note fini da perdere.
E paradossalmente, secondo me, è proprio quella giusta perché con il caffè “commerciale” del supermercato va benissimo anche una macina non specialistica come quella integrate nelle “tutto in uno” come questa Ninja. Se invece si usa un chicco tostato da meno di un mese, con prezzi nettamente superiori, si può incappare nel limite della macina “integrata” rispetto a quella dedicata.

La torrefazione medio-scura della 100% Arabica che ho usato rende il chicco più fragile e leggermente oleoso, quindi si frantuma con più facilità. In questo caso il suggerimento di macinatura è più grosso e non conviene forzarlo troppo fine perché si incapperebbe in un’estrazione allungata che aumenta le note amare.
Cambia tutto se ci si aggiunge il latte: con un cappuccino o un latte macchiato tutte queste differenze spariscono sotto la schiuma e la tazza che otteniamo con i chicchi del supermercato è praticamente indistinguibile da quella che otterremmo spendendo il doppio in caffè.

Lancia a vapore AutoFroth e il caffè filtro
La lancia vapore AutoFroth è ottima e facilissima da utilizzare: si riempie di latte il bricco in metallo già incluso nella confezione, si appoggia sotto la lancia e si sceglie uno dei tre settaggi (latte vaporizzato, schiuma leggera, schiuma densa).
Fatto questo basta premere un tasto e la macchina gestisce temperatura e il tempo di funzionamento in autonomia. Il sistema, tra l’altro, funziona sia con latte di mucca, sia con le bevande vegetali. Quando ha terminato il ciclo, la lancia si pulisce da sola scaricando l’acqua nel vassoio raccogli liquido estraibile e lavabile.
La microschiuma che ne esce è compatta abbastanza da ” disegnare” forme semplici in tazza, ma non è a livello da competizioni professionali.
Infine c’è la sezione dedicata al caffè filtro, con tre modalità (classic, rich e over ice) più l’erogazione di sola acqua calda per i caffé americani.

I limiti della Ninja Luxe Café Mini Plus
Quando si fa un’americano, l’erogazione dell’acqua calda (che esce da un beccuccio separato) tende a sputacchiare un po’ sul piano. Tolto questo limite, la macchina è ben ingegnerizzata perché il copri filtro elimina quasi del tutto il rischio di sporcare il piano con del macinato durante la fase di riempimento del filtro. Forse l’unico vero limite è il serbatoio che è compatto proprio perché la macchina vuole essere piccola e posizionabile ovunque: con 1,3 litri di serbatoio dell’acqua il rabbocco va fatto ogni 3 o 4 giorni a seconda di quanti caffè consumate e di che tipo…
Per i più tecnologici, poi, non c’è nessuna connettività e nessuna app. Serve? In casa ho acquistato, nel tempo e sempre della Ninja, sia la griglia elettrica, sia il frullatore. Se ci aggiungiamo la macchina del caffé che ho provato, l’unico dei tre dispositivi che ha senso connesso è proprio la griglia con i termometri perché agevola davvero la cottura avere un’app che ci dice quando siamo in temperatura e quando bisogna girare la carne.
Tutto questo per dire che, per quanto io sia amante delle app e dei dispositivi connessi, va benissimo che la macchina del caffé resti ancora “disconnessa”…


Prezzo e conclusioni: a chi la consiglio e quali sono le avversarie?
Ninja Luxe Café Mini Plus si trova a 499,99 euro su Amazon e sul sito ufficiale SharkNinja. A cifre simili c’è la De’Longhi La Specialista Arte Evo, che macina meglio e lascia all’utente un controllo completo, ma serve che tu sappia cosa stai facendo altrimenti il rischio di un caffè sbagliato è maggiore (oltre ad essere più ingombrante).
La Ninja Luxe Café Mini Plus non compete sulla qualità massima raggiungibile in tazza, compete sulla qualità media (e facilmente ripetibile) che ottieni senza studiare niente e con caffé commerciali. La consiglio per chi vuole smettere di comprare capsule e vuole fare un passo in più rispetto alle automatiche, per chi ha una cucina piccola e non può permettersi macchina più macinacaffè separati e per chi beve anche latte. Il limite principale resta la macinatura, che è precisa nella dose ma non nell’uniformità, ma i vantaggi nella semplicità d’uso vanno bene – secondo me – per la maggior parte degli utenti che non vogliono trasformare l’esperienza di farsi un buon espresso in un corso tecnico-scientifico…
Con questa si può trattare l’arte di fare il caffè a casa in maniera semi-automatica con un approccio più leggero, dedicandoci il giusto tempo e divertendosi a sperimentare in maniera “assistita”, ma senza farla diventare l’ennesima “laurea” da prendere perdendo ore a guardare video o studiare come fare.

Scheda tecnica
Dimensioni e peso
- Larghezza: 26 cm circa
- Profondità: 31 cm circa
- Altezza: 34 cm circa
- Peso: 8,8 kg
Macinacaffè e dosaggio
- Macine coniche integrate
- 60 livelli di macinatura
- Suggerimento automatico del livello (Barista Assist)
- Bilancia di precisione integrata, dosaggio a peso
- Capacità tramoggia: 250 g
- Portafiltro: 53 mm, cestelli singolo e doppio
- Pressino assistito e imbuto antisporco con alloggiamento a bordo macchina (in alto)
Erogazione
- Modalità: espresso, caffè filtro (classic, rich, over ice), acqua calda
- 3 livelli di intensità
- 3 temperature dell’acqua
- Regolazione adattiva di temperatura e pressione in erogazione
- Serbatoio acqua: 1,3 litri, estraibile, con filtro incluso
- Potenza: 1.650 W
Latte
- Lancia vapore AutoFroth automatica e manuale
- 3 preset: latte vaporizzato, schiuma leggera, schiuma densa
- Compatibile con latte vaccino e bevande vegetali
- Autopulizia della lancia a fine ciclo
- Bricco in acciaio incluso
Manutenzione e prezzo
- Componenti rimovibili lavabili in lavastoviglie
- Kit di pulizia e decalcificante in dotazione (2 pastiglie)
- Strisce per il test di durezza dell’acqua con impostazione a bordo macchina al primo utilizzo (o tramite menu H7 se cambia la durezza dell’acqua)
- Indicatore di vassoio pieno a galleggiante
- Nessuna connettività Wi-Fi o app
- Modello: ES351EU
- Garanzia: 2 anni
- Prezzo: 499,99 euro






