Swappie MacBook ricondizionati sono in vendita in Italia da oggi, 31 agosto, per portare una seconda vita prodotti che in realtà ne potrebbero vivere molte di più visto che oggi esistono ancora MacBook con M1 che hanno performance all’altezza di computer più moderni. E, come da filosofia dell’azienda, c’è uno standard minimo garantito da Swappie: nessun portatile esce dai centri Swappie sotto l’86% di capacità residua e ogni pacco che scende oltre quella soglia o che supera 800 cicli di ricarica viene sostituito con uno nuovo.
Sommario
Perché l’86% è una soglia giusta
Apple considera una batteria da cambiare quando arriva sotto l’80% della capacità originale e stima che quelle dei MacBook recenti reggano circa mille cicli prima di scendere a quel livello: Swappie, per sicurezza, sceglie una soglia più alta di quel dato. Nella pratica significa comprare un portatile con ancora diversi anni di autonomia utile davanti.
L’ingresso nei laptop è il primo passo di Swappie fuori dal mondo mobile, dopo gli iPhone con cui l’azienda ha iniziato e dopo l’allargamento a iPad e AirPods. La differenza che conta rispetto ai marketplace dell’usato è che qui il ricondizionamento avviene nei laboratori dell’azienda e non presso venditori terzi: chi compra ha un solo interlocutore quando qualcosa non funziona, invece di un negozio che fa da intermediario. A riguardo vi invito a leggere il mio approfondimento con la visita ai laboratori di Swappie.
La tastiera italiana, un dettaglio che separa Swappie dagli altri ricondizionati
I MacBook usati che circolano in Europa arrivano da mercati diversi e sul Mac il layout non è un’impostazione software da cambiare in tre clic: i tasti sono fisici e incisi. Io stesso ho compato un MacBook in USA e sono riuscito ad averlo con la tastiera Italiana solo perché l’ho ordinato e aspettato mentre ero negli USA. E c’è una finestra molto piccola da quando l’ordine arriva nel negozio USA a quando viene annullato se non lo ritirate.
Swappie ha sviluppato internamente un processo di localizzazione che rifà la tastiera secondo il layout della regione di destinazione, quindi il MacBook venduto in Italia arriva con il layout italiano (accenti e chiocciola al posto giusto).
Il resto della procedura di ricondizionamento dei MacBook di Swappie include la diagnostica hardware completa su ogni singola macchina e la verifica del funzionamento di tutti i componenti prima della messa in vendita.

Quanto costano i MacBook ricondizionati Swappie
La gamma comprende solo modelli con chip Apple Silicon dal 2020 in poi, quindi niente MacBook con processore Intel. Si parte dal MacBook Air M1 sotto i 600 euro, si passa ai modelli M2 e M3 in una forbice tra 600 e 1.500 euro, da 900 euro per il MacBook Air M4 e, infina, il MacBook Pro M5 ricondizionato parte da 1.449 euro.
Lo sconto e il risparmio diminuisce man mano che si sale. Sotto i 600 euro l’Air M1 resta una macchina che regge ancora benissimo scrittura, ufficio, web e montaggio video: secondo me è l’acquisto più sensato di tutta la lista. Un Pro M5 ricondizionato a 1.449 euro, invece, è un portatile più recente e su modelli di questo tipo il margine tra nuovo e ricondizionato è sempre sottile.
Tutti i modelli sono coperti da garanzia di 12 mesi e da 14 giorni di reso gratuito. I 12 mesi sono il minimo che la legge italiana consente di applicare ai beni usati, quindi non un vantaggio rispetto agli altri operatori strutturati del settore, mentre il reso senza costi di spedizione fa la differenza rispetto a tanti marketplace…




