Omoda 4 SHS-H è la versione Full Hybrid di Omoda 4 (che ci sarà anche elettrica) e combina un motore 1.5 turbo benzina da 143 CV a un motore elettrico da 204 CV, per una potenza complessiva di 224 CV con trazione anteriore e una batteria da 1,83 kWh ad alimentare il sistema. L’ho guidata a Wuhu, in Cina, dopo il debutto statico europeo al Salone di Parigi, tra traffico urbano, strade rovinate e un tratto di autostrada. Il Super Hybrid SHS-H sbarcherà in Italia nella primavera del 2027, affiancato dalla versione elettrica da 61 kWh.
Sommario

Omoda 4: dimensioni e caratteristiche della Full Hybrid
Omoda 4 è lunga 4,42 metri (larga 1,87 e alta 1,57) e nasce sulla stessa piattaforma di Jaecoo 5. Il bagagliaio parte da 346 litri e arriva a 1.126 litri abbattendo il divanetto posteriore.
La full hybrid è la versione che interessa di più a chi non è ancora pronto per l’elettrico ma permette comunque di provare le sensazioni della versione elettrica. Il motivo è semplice: il sistema SHS-H di Omoda è fortemente sbilanciato sulla componente elettrica e il motore elettrico utilizzato da Omoda 4 EV è esattamente lo stesso da 204 cv e 288 Nm di coppia di questa ibrida.
Sulla SHS-H, però, c’è una batteria da 1,83 kWh che si ricarica da sola con il motore a benzina e con le frenate rigenerative. Il 1.5 TGDi (turbo a iniezione diretta) eroga 143 CV e lavora insieme al motore elettrico da 204 CV. La potenza complessiva di sistema è leggermente più alta, arrivando a 224 cv, perché il sistema ibrido può funzionare sia in serie, sia in parallelo, da qui la ventina di cavalli in più che sono il risultato del contributo del quattro cilindri quando anche lui lavora per dare trazione.
Risultato? Lo 0-100 km/h richiede 8,1 secondi e la velocità massima è di 180 km/h.

I numeri di Omoda 4 EV
L’elettrica usa lo stesso motore da 204 CV con 288 Nm di coppia e una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 61 kWh. Lo 0-100 km/h richiede 7,9 secondi e l’autonomia promessa è di circa 420 km, ma questi sono dati ancora da confermare in attesa dell’omologazione. In corrente continua la ricarica arriva a un picco di 120 kW, con il 30-80% in circa 22 minuti.
Per il resto l’auto condivide la piattaforma con la versione ibrida e, a parte una taratura leggermente diversa del motore in termini di erogazione di coppia, mi aspetto che non ci saranno differenze estreme, fatta eccezione per l’ovvio baricentro più basso che dovrebbe enfatizzarne maggiormente le prestazioni in curva.

Come va l’ibrida? Prova su strada di Omoda 4
I 224 CV si sentono tutti e lo scatto c’è, con una buona ripresa anche nei sorpassi autostradali. Nella guida di tutti i giorni a lavorare è soprattutto il motore elettrico da 204 CV, mentre quello a benzina interviene quando si chiede molta potenza: per questo mi aspetto prestazioni molto vicine a quelle della versione elettrica, che però non ho ancora guidato.
Rispetto a Chery Q, provata poco prima, l’assetto è un po’ più rigido e il rollio è molto più contenuto quando si forza in curva, segno che su questa piattaforma il gruppo Chery ha già raggiunto uno stile di guida più europeo.
Sulle strade di Wuhu, con buche e tratti di asfalto in cattive condizioni, il colpo sulla schiena si sente di più che sulla Q proprio per questa taratura. In autostrada l’isolamento acustico è nella media.
Interessante anche la possibilità di andare a regolare la frenata rigenerativa tramite il menu di bordo e, a differenza di altre ibride meno orientate verso l’elettrificazione, qui effettivamente ha un senso perché è il motore elettrico da 204 CV che fa il grosso del lavoro.
Non c’è però la guida a un pedale: anche al livello più alto, rilasciando l’acceleratore l’auto non si avvicina a quell’esperienza.

Interni: abitacolo e tecnologia
L’abitacolo ha una predominanza di plastiche nere e, almeno in questa versione, nessun accostamento di colore che spezzi la monotonia. Si tratta forse dell’aspetto più sobrio dell’auto, quello su cui Omoda è andata a risparmiare per tenere il prezzo più basso di alcune concorrenti che a livello di powertrain e prestazioni offrono meno.
Materiali a parte, il design è curato, ne è un esempio il raccordo delle portiere che “chiude” le linee della plancia, un accorgimento non così diffuso su questa fascia. La parte centrale del tunnel ha poi un rivestimento effetto fibra di carbonio (in realtà plastica) con i tasti principali (quattro frecce, sbrinatori e modalità di guida) e c’è l’ormai iconico tasto di accensione “alla Lamborghini” nascosto sotto una copertura rossa come sugli aerei.
Dove Omoda non ha risparmiato è nella tecnologia: ricarica wireless per gli smartphone e una strumentazione digitale dietro al volante con un’interfaccia razionale divisa in tre zone: al centro i dati dei sistemi di assistenza alla guida, a destra la parte multimediale e a sinistra tutto il resto, tra modalità di guida, limiti di velocità e autonomia residua.
L’autonomia compare due volte: quella totale che considera il sistema ibrido e quella solo elettrica che considera la batteria. Lo schermo centrale da 12,3 pollici è verticale e l’interfaccia è quasi identica a quella delle Chery, dove però è orizzontale: menu a tendina richiamabile con uno swipe dall’alto, widget con uno swipe dal basso verso l’alto, impostazioni a sinistra, cassetto delle app e sfondo personalizzabile.
I sistemi di assistenza alla guida sono 19 e in Europa arriveranno con la guida assistita di Livello 2. C’è anche il parcheggio automatico comandato da remoto: si scende dall’auto e si completa la manovra dall’app sul telefono, una funzione utile negli spazi stretti. L’infotainment si aggiorna via OTA (over the air, cioè in rete e senza passare dall’officina).

Prezzi di Omoda 4 e quando arriva in Italia
Omoda 4 debutterà in Italia nella primavera del 2027 con due allestimenti, Pure e Premium, come le altre Omoda. Non è ancora chiaro se full hybrid ed elettrica arriveranno sul mercato nello stesso momento. Il listino della full hybrid dovrebbe partire da 25.500 euro per Pure e arrivare a 27.500 euro per Premium. L’elettrica dovrebbe costare invece tra 31.000 e 32.000 euro, ma prendete queste cifre come indicative e non ancora ufficiali, anche se sono state anticipate direttamente dalla sede italiana.
Pure ha cerchi in alluminio da 17 pollici, fari full LED, schermo centrale da 12,3 pollici con Apple CarPlay e Android Auto, telecamera posteriore, cruise control adattivo, climatizzatore automatico, sedili in tessuto con regolazione manuale a sei vie e il pacchetto completo dei sistemi di assistenza. Premium passa a cerchi da 18 pollici e aggiunge interni in ecopelle, sedili anteriori elettrici e riscaldati, volante riscaldabile, telecamera 540° con vista panoramica, tetto apribile, impianto audio Sony a otto altoparlanti, luce ambiente multicolore e portellone elettrico.

Scheda tecnica Omoda 4 full hybrid
Dimensioni
- lunghezza 4.420 mm
- larghezza 1.870 mm
- altezza 1.570 mm
- bagagliaio 346-1.126 litri
- pneumatici 215/60 R17 (Pure), 215/55 R18 (Premium)
- cerchi in alluminio da 17 pollici (Pure), da 18 pollici (Premium)
Motore
- Motore: 1.5 TGDi benzina, 143 CV / 105 kW
- Motore elettrico: 204 CV / 150 kW
- Trazione: anteriore
- Potenza e coppia complessive: 224 CV / 165 kW, 295 Nm
- 0-100 km/h: 8,1 secondi
- Velocità massima: 180 km/h
Tecnica
- Trasmissione: ibrida dedicata DHT a singolo rapporto
- Batteria: 1,83 kWh
- Normativa: Euro 6E.b





