Pudu Robotics è l’azienda cinese attiva nel settore dei robot camerieri, dei robot lavapavimenti industriali e, più di recente, anche di robot quadrupedi e umanoidi (con le gambe o con le ruote). Le sue macchine lavorano già in più di 85 paesi: a fine ottobre l’azienda ha aperto a Neuss, in Germania, la sede europea e il 4 novembre, ad Amsterdam, ha riunito per la prima volta le sei linee di prodotto, compreso TOMO S, il primo robot del marchio destinato al giardino di casa e acquistabile dai clienti privati perché pensato per espandere le attività fuori dal settore B2B in cui PUDU ha operato finora.
Sommario

Chi è Pudu Robotics
Pudu Robotics ha la sede centrale e il principale centro di ricerca a Shenzhen (nel Sud della Cina, la “Silicon Valley cinese”) e costruisce robot di servizio commerciali che consegnano piatti nei ristoranti (o ritirano i piatti sporchi), lavano e puliscono i pavimenti dei supermercati, trasportano materiali nelle fabbriche e, nei modelli più recenti, camminano su due gambe per ampliare il ventaglio di impieghi con compiti più vicini a quelli svolti dagli umani.
Secondo i dati di Frost & Sullivan, PUDU Robotics è la prima azienda al mondo del settore sia per ricavi (con una quota del 25%), sia per unità spedite, con il 23%. I clienti sono oltre 50.000, distribuiti in più di 1.000 città, numeri che possono sembrare non enormi ma che vanno contestualizzati al mondo B2B.
A luglio 2026 i robot Pudu avevano percorso più di 90 milioni di chilometri, completato oltre 4,55 miliardi di consegne e pulito più di 3,2 miliardi di metri quadrati. La produzione si divide fra tre fabbriche a Jiaxing, Jiujiang e Yancheng: oltre 100.000 metri quadrati complessivi e una capacità di 130.000 robot all’anno.
A queste si affiancano i centri di ricerca e sviluppo dove lavora la metà dei dipendenti, tra Shenzhen, Hong Kong e Chengdu. L’azienda può contare infine su circa 1.900 brevetti (somma fra quelli concessi e le domande in corso) e 1.355 marchi registrati in oltre 50 paesi.

Da PuduBot agli umanoidi
Pudu Robotics nasce nel 2016 a Shenzhen e, nel 2017, lancia il primo robot (PuduBot) che parte subito per l’impiego all’estero. Nel 2019 le unità vendute sono 3.000 e arrivano BellaBot, il cameriere con le orecchie da gatto, e HolaBot.
L’ingresso nelle pulizie commerciali risale al 2021, con il CC1, capace di spazzare, lavare e asciugare. Nello stesso anno l’azienda supera i 30.000 robot venduti.
Nel 2024, anno chiusosi con 80.000 vendite, il catalogo si allarga al trasporto di materiali in fabbrica e in magazzino e parte la produzione a Yancheng. Pudu presenta anche il modello delle “tre forme coesistenti”: robot specializzati, semi-umanoidi e umanoidi. Si tratta della nuova era, definita come “embodied AI” dove il software ha uno sviluppo comune che poi si adatta a macchine progettate con forme diverse e compiti diversi.
Nel 2026 il totale delle vendite ha superato i 130.000 robot venduti: quest’anno è partita la produzione nella fabbrica di Jiaxing e l’azienda ha completato l’espansione con le nuove sedi a Shenzhen e negli Stati Uniti. Dopo l’ultimo round di finanziamento (150 milioni di dollari), l’azienda ha raggiunto una valutazione superiore a 1,5 miliardi.

La nuova sede europea a Neuss
In Europa alcuni robot di servizio sono già presenti mentre in Cina la gamma è diffusa all’interno di una cultura che ha già iniziato a impiegarli negli esercizi commerciali.
Il primo partner europeo risale al 2017 (un distributore austriaco) che ha poi portato ai primi ordini internazionali (intesi come fuori dalla Cina). PUDU ha poi partecipato alla fiera di Hannover in Germania nel 2018 e da lì è iniziata l’espansione nel vecchio continente.
Oggi PUDU è presente in più di 20 Paesi europei tra cui Germania, Francia, UK, Spagna, Italia, Paesi Bassi e in tutti i “Nordics” (i Paesi del Nord Europa).


Un caso di successo è stato il BellaBot, il robot con il volto di un gatto (uno schermo animato con la cornice a forma di “orecchie”) che è diventato “famoso” nel Paese dopo essere stato impiegato come robot di servizio.
Il quartier generale europeo è a Neuss, in Germania, insieme al centro di servizio per le riparazioni, alle strutture per la formazione dei distributori, gli uffici e lo showroom. Il magazzino europeo è invece a Rotterdam e gestisce i ricambi per tutta Europa.
In Italia, tra i clienti che hanno avviato sperimentazioni e test, ci Conad, Esselunga e PAM. In Europa invece sono già consolidati come clienti EDEKA, Albert Heijn, Carrefour, Intermarché e gli svizzeri di Denner che hanno installato più di 200 robot della serie CC1 nei negozi. A questi si aggiungono Marriott e Van der Valk nel mondo degli hotel e Pizza Hut nella ristorazione.

Le sei linee di prodotto
Il catalogo comprende cinque linee professionali per il mondo B2B e una per la casa (B2C):
| Linea | Robot principali | Dove lavorano |
|---|---|---|
| Pudu Delivery | PuduBot 2, BellaBot Pro, KettyBot Pro, HolaBot, FlashBot Max, SwiftBot | Ristoranti, hotel, negozi, edifici |
| Pudu Clean | CC1, CC1 Pro, CC1 Pro Disc, MT1, MT1 Vac, MT1 Max, BG1, SH1, ET1 | Supermercati, aeroporti, ospedali, magazzini, fabbriche |
| Pudu Industrial | T150, T300, T600, MP2000 | Fabbriche e logistica |
| Pudu Embodied AI | D5, D5-W, D7, D9, FlashBot Arm | Ristoranti, hotel, negozi, logistica, pulizia di edifici |
| Pudu Outdoor | GT3, GT5, GT7 | Giardini professionali, campi sportivi e da golf |
| Home lawn care | TOMO S | Giardino di casa |
PUDU Delivery è la linea storica, con oltre 20.000 unità già impiegate presso le grandi catene. La gamma PUDU Clean va dalla lavasciuga verticale SH1 da 27 kg alla BG1 da circa 344 kg, passando per le spazzatrici MT1 che coprono superfici fino a 100.000 metri quadrati.
Per fabbriche e logistica ci sono i robot di movimentazione merce e pezzi con una portata che va dai 150 kg del T150 ai 2.000 kg del MP2000 (un muletto autonomo per pallet).
La famiglia Embodied AI è quella più di frontiera e include il quadrupede D5, con protezione IP67 contro polvere e acqua, il semi-umanoide D7 (corpo umanoide ma si muove su ruote) e l’umanoide D9 con le gambe. C’è anche FlashBot Arm, un robot di consegna dotato di un braccio con cui può premere i pulsanti dell’ascensore. Infine i rasaerba professionali GT3, GT5 e GT7 sono pensati per tagliare e raccogliere l’erba in un solo passaggio e possono essere anche controllabili manualmente da una persona che ha a disposizione una pedana e dei joystick.
A livello tecnologico, e in Cina già è così, i robot si possono interfacciare con le strutture (porte automatiche e ascensori) oltre ad avere un’app, il supporto per gli smartwatch e una piattaforma di controllo, ma in Europa e in altri Paesi le regole diverse hanno portato a creare il FlashBot Arm con il braccio per risolvere il problema dell’impossibilità di collegare il robot all’ascensore a causa delle norme di sicurezza.

Quanto è cresciuto il mercato dei robot di servizio
PUDU Robotics, durante l’intervista in occasione dell’evento europeo, racconta che la domanda arriva da aziende che faticano a trovare personale e devono affrontare costi del lavoro crescenti o posizioni che restano vuote. In più i progressi dell’intelligenza artificiale applicata ai robot hanno permesso di automatizzare anche attività e ambienti meno prevedibili di una linea produttiva tradizionale, dove serve maggiore capacità di adattamento.
Frost & Sullivan stima che le spedizioni globali di robot di servizio commerciali passeranno da circa 95.000 unità nel 2025 a 366.000 nel 2030.
Deloitte Cina e Pudu stimano un mercato complessivo della robotica che raggiungerà 88 miliardi nel 2030 e 195 miliardi nel 2035.

TOMO S, il primo robot (tosaerba) consumer di Pudu
Annunciato il 3 novembre, TOMO S è il primo robot Pudu Robotics destinato ai privati e inaugura la gamma dedicata ai tosaerba consumer, con un modello molto più piccolo di quelli della serie GT pensata per aziende con prodotti tra i 450 e i 900 chilogrammi di peso.
Il nuovo rasaerba è il primo, anzi sarà il primo visto che debutterà nella primavera del 2027, acquistabile dai clienti domestici e usa il sistema SharpLoop, un meccanismo di auto-affilatura che mantiene le lame taglienti senza intervento manuale dell’utente.
Mancano ancora prezzo, superficie gestita e autonomia, dati che arriveranno più a ridosso del lancio l’anno prossimo, ma è stato confermato l’arrivo in Europa e in Italia.

“One Brain, Multiple Embodiments”: lo stesso software per robot diversi
La strategia presentata ad Amsterdam si chiama “One Brain, Multiple Embodiments”, un solo cervello per più corpi artificiali. Pudu vuole usare una base software comune per macchine di forma diversa: questo serve per creare un’economia di scala per lo sviluppo software e IA. La stessa “intelligenza” viene declinata in diversi “corpi” per diversi utilizzi specifici.
I due ingredienti principali sono PuduFM e PuduAgent OS. Il primo è un modello di intelligenza artificiale per robot, addestrato sui dati dei 130.000 robot già in servizio che “macinano” più di 50 milioni di ore di lavoro reale all’anno. PuduFM include un modulo dedicato alla comprensione dello spazio tridimensionale e alla previsione di ciò che accadrà intorno alla macchina.
PuduAgent OS gestisce la memoria, la sicurezza e i singoli compiti. Il sistema utilizza una memoria a tre livelli che è la chiave della promessa di portare sotto il 5% i fallimenti nei compiti lunghi e ripetitivi, oltre a poter creare una base di abilità elementari riutilizzabili su robot diversi.
Questa architettura deve servire tutte e tre le forme su cui Pudu sta lavorando: gli “specializzati”, costruiti per svolgere un compito con la massima efficienza, i semi-umanoidi come il D7, con braccia e base mobile, e gli umanoidi come il D9.
Anche parte dell’hardware è condivisa. Pudu sviluppa motori, LiDAR, telecamere di profondità e computer di bordo, mentre schede, telai e basi di ricarica vengono riutilizzati fra prodotti per ridurre tempi di sviluppo e costi.
Per ora i volumi arrivano soprattutto da robot camerieri, lavasciuga e altre macchine specializzate, d’altronde sono gli specialisti i robot più facili da impiegare in attesa che si completi lo sviluppo degli umanoidi.

BellaBot Pro: il cameriere con le orecchie da gatto
BellaBot Pro è fra i robot più riconoscibili del catalogo e sfoggia uno schermo da 18,5 pollici per immagini e video promozionali. È alto 129 cm, pesa 55 kg e trasporta 40 kg complessivi, con un limite di 10 kg per ogni ripiano. L’autonomia dichiarata a vuoto è di 11 ore e la ricarica ne richiede 4,5. Inoltre riesce a passare in corridoi larghi 65 cm, fra tavoli e sedie, contando sia il suo ingombro, sia quello “virtuale” dei sensori.
La voce è basata su AI permette di salutare gli ospiti, spiegare i prodotti e accompagnare i clienti al tavolo. Unsistema visivo controlla automaticamente se i ripiani sono carichi.

D9, l’umanoide da 170 centimetri
Il D9 è il robot bipede di Pudu che mantiene il nome del modello presentato nel 2024, ma è in realtà una nuova versione che si affianca al nuovo PUDU D7, il semi-umanoide con le ruote al posto delle gambe. È alto 170 cm e pesa 58 kg, ha due gradi di libertà alla testa, tre alla vita, sette per braccio e sei per gamba (i gradi di libertà sono i movimenti indipendenti consentiti dalle sue articolazioni).
La dotazione comprende LiDAR 3D, navigazione autonoma, microfono e speaker. Per controllare il movimento Pudu usa un algoritmo che chiama “cervelletto bionico”.
Il D7, su ruote, è una macchina diversa anche nelle proporzioni: pesa 140 kg, è alto 175 cm, lavora con 275 TOPS di capacità computazionalee ha un braccio con una portata nominale di 7 kg.

CC1 Pro, il robot lavapavimenti che controlla il risultato della pulizia
Il CC1 Pro aggiunge funzioni di intelligenza artificiale al CC1, il modello con cui Pudu è entrata nelle pulizie commerciali nel 2021.
Pesa 75 kg, pulisce 700–1.000 metri quadrati all’ora e ha due serbatoi da 15 litri, uno per l’acqua pulita e uno per quella sporca, come per i robot lavapavimenti che usiamo in casa. L’autonomia varia da 5 a 9 ore secondo l’intensità del lavoro.
La novità è la presenza di una telecamera posteriore che verifica in tempo reale il risultato: il sistema riconosce macchie e liquidi versati, fra cui caffè, salse e via dicendo, e avvia una pulizia mirata in quella zona, regola la potenza in base allo sporco e al tipo di pavimento.
Per muoversi usa il sistema PUDU VSLAM+, che combina telecamere e laser e, a fine lavoro, produce un rapporto delle pulizie eseguite.






