Chery Q è una compatta elettrica di segmento B lunga 4,19 metri con un motore da 90 kW (122 CV) montato al posteriore. L’ho guidata a Wuhu dove c’è la sede di Chery, in Cina, sulle strade intorno alla sede del gruppo, nella prima prova internazionale dell’auto dopo le esposizioni statiche al Salone Auto Torino e al Mondial de l’Auto di Parigi. In Italia arriverà nell’estate del 2027, con una batteria più grande di quella della versione cinese che ho provato.
Sommario

Chery Q: dimensioni e tecnica
In Cina il nome richiama la Chery QQ, la prima auto del marchio. L’idea di Chery Q è la stessa, un’elettrica accessibile a tutti ma spaziosa anche come auto unica. La taglia resta contenuta: 4,19 metri di lunghezza su un passo di 2,70 metri con cinque posti, un buon bagagliaio, un frunk da 70 litri molto generoso e tanti vani ricavati nell’abitacolo, persino sotto il divanetto posteriore.
La scelta più interessante è la trazione posteriore che la rende dinamicamente più interessante insieme alle sospensioni indipendenti su entrambi gli assi, con schema McPherson all’anteriore e multilink posteriore, quindi niente ponte torcente (l’asse rigido deformabile che si usa per risparmiare sulle auto di questa fascia).
Con il motore dietro, l’avantreno è completamente libero dalla trazione e le ruote anteriori devono solo sterzare: il raggio di sterzo è intorno ai 5,2 metri: non arriva ai record di Smart #2, che ha passo e carrozzeria più corti, ma per un’auto da 4,19 metri è un ottimo valore in città.

Bagagliaio e abitacolo
Il bagagliaio ha una capacità di 375 litri che diventano 1.450 litri abbattendo il divanetto posteriore (40/60). Ma la verasorpresa è sotto il cofano: il frunk (il vano di carico anteriore, che esiste perché lì non c’è il motore) è da ben 70 litri.
Anche l’abitacolo è pieno di vani portaoggetti culminando nello spazio sotto ai sedili posteriori che è stato sfruttato come un piccolo “armadio” per riporre ulteriori oggetti ed espandere a conti fatti la capacità del bagagliaio.
Il tunnel centrale ospita un pad di ricarica wireless affiancato da un secondo alloggiamento per lo smartphone (senza ricarica) e i portabottiglie. L’abitacolo è molto semplice, con linee morbide e qualche accento di colore nelle finiture che richiamano le bocchette del climatizzatore.

Interni e infotainment di Chery Q: schermo in stile Tesla, telecamere negli angoli ciechi e V2L
L’infotainment sfrutta uno schermo centrale a sviluppo orizzontale con una home page personalizzabile, i widget a scorrimento, il menu a tendina che si richiama come sugli smartphone e un menu impostazioni con le voci principali a sinistra e i controlli a destra.
I sistemi di assistenza, come su quasi tutte le elettriche cinesi, arriveranno probabilmente di serie e con la suite completa di ADAS di Livello 2.
Da questo primo test ho apprezzato innanzitutto l’ottima fluidità del sistema di infotanment, che è reattivo in tutte le sue funzioni ma si distingue anche per essere intuitivo perché è praticamente come uno smartphone… al punto che c’è anche una schermata come i cellulari per “pulire” la memoria di sistema.

Uno swipe dal basso verso l’alto e si attivano i widget a rotazione. Uno dall’alto ed esce la tendina con le scorciatoie: tutto è dove ce lo aspetteremmo se un minimo alfabetizzati sui moderni sistemi operativi per smartphone. Bene anche le telecamere laterali che si attivano insieme alla freccia e mostrano l’angolo cieco: la finestra con l’immagine è flottante, si può spostare in un’altra zona dello schermo e sparisce quando la freccia si spegne.
Tra gli optional di solito riservati ai segmenti superiori c’è anche la telecamera a 360° con telaio trasparente, che usa le riprese in tempo reale per mostrare cosa c’è sotto l’auto, più la vista 3D per girare intorno alla vettura.

Dietro il volante c’è la strumentazione digitale, con cornici molto importanti: avrei preferito un rapporto più equilibrato tra schermo e bordi ed effettivamente è l’unico aspetto che stona in un’auto altrimenti ben fatta e che trasmette qualità e tecnologia. Sotto le bocchette del climatizzatore ci sono i tasti fisici delle quattro frecce e due rotelle per accedere a ulteriori comandi.
Il volante è compatto e piacevole da gestire, con una parte in nero lucido che acchiappa un po’ di ditate e sarebbe l’unico elemento da modificare per i miei gusti. Ha due tasti per razza più due rotelline multifunzione per scorrere il menu e uno dei tasti, quello con la stella, si personalizza dal menu centrale. Il selettore del cambio è una leva che permette di scegliere Drive, Neutral e retromarcia, con il tasto del parcheggio.
Chery Q ha la funzione V2L (vehicle-to-load), cioè la possibilità di alimentare apparecchi esterni con la batteria dell’auto. La cosa interessante è che raggiunge una potenza in uscita di 6,6 kW.

Posizione di guida: il volante non si regola in profondità
Il limite principale di Chery Q, a livello di ergonomia, è la posizione di guida: il volante ha pochissima escursione verticale e nessuna regolazione in profondità, quindi va trovata la posizione giusta regolandosi con il sedile conducente, che è elettrico ma ha poche vie: su e giù, avanti e indietro, più l’inclinazione dello schienale.
Per arrivare ai comandi devo portare il sedile abbastanza avanti e con il ginocchio finisco vicino alla parte dura della plancia, rivestita in plastica morbida al tatto ma priva di una vera imbottitura.
La visibilità è invece ottima per un’auto con montanti anteriori abbastanza rastremati e un lunotto che scende in verticale. Le superfici vetrate sono ampie, anche se non c’è il tetto in vetro panoramico, e l’aiuto delle telecamere rende l’auto facile da manovrare in qualsiasi situazione.

Come va Chery Q? Prova su strada
In questo primo test ho deciso di spremerla per tirare fuori il massimo delle prestazioni, viaggiano praticamente tutto il tempo in modalità Sport con il massimo livello di frenata rigenerative (su tre, basso, medio e alto).
La differenza nell’intensità di rigenerazione si sente soprattutto in modalità alta e nello stesso menu delle modalità di guida si può scegliere come per arrivare a fare a meno del freno. Il motore non è potentissimo in termini assoluti, ma è giusto per la categoria di auto di cui parliamo e per questo non ci si può aspettare una frenata rigenerativa enorme e, in autostrada, non si ha una ripresa fulminea. Nulla, però, che non consenta di guidare in sicurezza e tranquillità, parliamo comunque di più di 120 cv anche se la coppia non è eccezionale.

Le sospensioni cercano il compromesso tra la morbidezza, che in Cina è il parametro principale, e la rigidità, ma su questa versione sono ancora sbilanciate verso l’assorbimento. Rispetto alla Omoda 4 che ho provato sulle stesse strade, ad esempio, Chery Q è molto più orientata verso il comfort.
Lo sterzo si comporta bene: ha una piccola zona vuota al centro che non è mai eccessiva (se la si confronta con le compatte) e il suo peso cambia con le modalità di guida. In Sport è piacevolmente duro e non si lascia andare in una servo-assistenza esagerata.
Se devo fare il pelo nell’uovo, il difetto più fastidioso che ho notato è nella rigenerazione: quando si rilascia l’acceleratore c’è un piccolo vuoto prima che intervenga il recupero e avrei preferito una curva più lineare e meno addolcita.

Batteria, ricarica e test consumi reali
Con la batteria da 52 kWh Chery Q dovrebbe attestarsi intorno ai 400 chilometri ma manca ancora l’omologazione.
La potenza massima di ricarica non è stata dichiarata, mentre il passaggio dal 30 all’80% richiede circa 16 minuti e mezzo.
Nel traffico cittadino ho un consumo reale di circa 12,5 kWh/100 km: va preso come primo test in condizioni reali in Cina con limiti e traffico diversi da quelli italiani. Sulla batteria da 52 kWh, però, si tratta comunque di un consumo che permetterebbe circa 416 km di autonomia in città con una carica.
Nel ciclo misto, che potrebbe avvicinarsi poi al valore effettivo di un WLTP, il consumo si avvicina ai 14 kWh / 100 chilometri con un’autonomia effettiva di 370 chilometri, ma sarà da rivedere con un test autostradale dedicato per capire i consumi in viaggio a velocità di 130 orari.

Prezzo e quando arriva in Italia
Chery Q arriverà in Italia nell’estate del 2027. Si parla di un prezzo per la versione full optional, praticamente tutto incluso tra i 25.000 e 27.000 euro. Non è ufficiale ma, come paletti, sappiamo che sarà sicuramente sotto i 30.000 e a una distanza di almeno 5.000 euro da Omoda 4 elettrica.
Scheda tecnica Chery Q
Dimensioni
- lunghezza 4.190 mm
- larghezza 1.810 mm
- altezza 1.560 mm
- passo 2.700 mm
- bagagliaio 375-1.450 litri
- vano anteriore 70 litri
- raggio di sterzata circa 5,2 metri
- posti 5
Motore
- Motore: elettrico posteriore
- Trazione: posteriore
- Potenza e coppia: 122 CV / 90 kW, 115 Nm
- 0-100 km/h: 13,5 secondi
- Ripartizione dei pesi: 50:50
Tecnica
- Sospensioni: McPherson all’anteriore, indipendenti al posteriore
- Batteria: LFP da 52 kWh
- Autonomia: 380 km WLTP provvisorio
- Architettura elettrica: 400 volt
- Ricarica DC: 30-80% in circa 16 minuti e mezzo, potenza massima non dichiarata
- Consumo in città rilevato: circa 12,5 kWh/100 km
- V2L: sì, 6,6 kW





