C’è un’azienda che lavora dietro le quinte di molti prodotti tecnologici che usiamo ogni giorno e si chiama Longcheer Technology. Non la trovate mai scritta sulla confezione, non compare negli spot e non è il nome che chiediamo in negozio quando compriamo uno smartphone, un tablet, un notebook o un paio di occhiali smart. Eppure, in molti casi, una parte importante di quel prodotto nasce proprio lì. Sono andato in Cina per scoprirne i segreti…
Sommario

Chi è Longcheer
Si chiama Longcheer ed è uno dei grandi nomi mondiali nel settore OEM e ODM, cioè di quelle aziende che progettano, sviluppano e producono dispositivi per conto dei marchi più conosciuti. Alcuni prodotti di brand come Honor, Oppo, Redmi, Samsung, Lenovo, Oakley e Ray-Ban passano da realtà di questo tipo, aziende capaci di trasformare un’idea commerciale in un dispositivo finito, pronto per arrivare sul mercato con il logo del cliente.
Il segreto, non che sia nulla di scandaloso, è che molti brand sono solo marchi applicati a una tecnologia disegnata e prodotta da qualcun altro. Per questo esistono aziende come Longcheer, che ricevono dal brand alcune specifiche, la ricetta che vogliono vedere realizzata, e trasformano quell’idea in un prodotto finito.
In pratica il marchio decide che tipo di dispositivo vuole portare sul mercato, con quale posizionamento, quali caratteristiche, quale design e quale fascia di prezzo. Longcheer può occuparsi di tutto il resto: progettazione, sviluppo hardware, scelta dei componenti, gestione della catena di fornitura e produzione su larga scala.

La differenza tra OEM e ODM
OEM significa Original Equipment Manufacturer. Si tratta di un’azienda che produce un dispositivo o un componente per conto di un altro marchio. In pratica: il brand dice cosa vuole, l’OEM lo produce, poi il prodotto viene venduto con il marchio del cliente.
Esempio: un brand vuole vendere uno smartphone con certe caratteristiche. Lo progetta, invia le specifiche e l’OEM può occuparsi della produzione fisica, dell’assemblaggio e della fornitura industriale.
ODM significa invece Original Design Manufacturer. Qui si va ad un livello ancora più completo perché l’azienda che fa ODM non si limita a produrre: può anche progettare il dispositivo. Quindi studia design, componenti, hardware, software, ingegnerizzazione e poi lo produce per il brand.
Esempio: un marchio vuole lanciare un tablet economico. L’ODM può proporre una piattaforma già sviluppata, adattarla alle richieste del brand, modificarne estetica, memoria, batteria, display, software e poi produrla con il logo del cliente che non manda neanche le specifiche, semplicemente descrive la sua idea.



Cosa fa Longcheer e cosa sviluppa e produce
Longcheer ha due fabbriche in Cina (Huizhou e Nanchang), due fuori dalla Cina (Hanoi in Vietnam e Greater Noida in India) e sette centri di ricerca e sviluppo (Shanghai, Shenzhen, Huizhou, Nanchang, Hefei, Xi’an, and Suzhou). Dopo aver conquistato la fetta principale del mercato smartphone, Longcheer si sta focalizzando sull’espansione nel settore automotive e del personal computing.
Sono suoi, ad esempio, moltissimi pad di ricarica wireless da 50 W integrati nelle auto, oppure l’elettronica di controllo nascosta dietro agli schermi di tanti sistemi di infotainment. Nel settore dei computer, Longcheer ha prodotto modelli come Honor MagicBook Art 14 e Acer Swift Edge. E poi c’è tutto il settore dell’elettronica smart. Chi vuole sviluppare occhiali smart, oggi, si rivolge ad esempio a Longcheer. Così hanno fatto Oakley e Ray-Ban.
E non mancano, poi, anche i tablet, con prodotti sviluppati insieme a marchi come Lenovo, Vivo, Redmi e Oppo. Senza dimenticare gli auricolari e gli smartwatch. Insomma, se vi stavate chiedendo perché alcuni prodotti sono molto simili fra loro… ora avete la risposta!

Longcheer può fornire tutto ai brand, non solo la produzione: l’azienda ha infatti le risorse per disegnare il prodotto nell’estetica, nell’hardware e nel software, occuparsi delle forniture di materiali e fabbricarlo con il marchio del cliente.
Noi vediamo il logo sulla confezione, scegliamo un prodotto perché ci fidiamo di un marchio o perché ci piace il suo ecosistema, o ancora perché costa poco o è in offerte. Ma dietro quel dispositivo può esserci un’azienda diversa, specializzata nel trasformare un’idea sulla carta in un oggetto reale.
Il brand finale decide la strategia, il posizionamento, il rapporto con il cliente in assistenza e post vendita e spesso il software e l’interfaccia personalizzata. Ma la parte industriale, quella più nascosta, può essere affidata a aziende come Longcheer, che lavorano proprio per rendere possibile la produzione di milioni di dispositivi.

Longcheer Robotics, la prossima frontiera tra robot e IA
L’ultima frontiera è quella della robotica e dell’intelligenza artificiale, con una divisione dedicata allo sviluppo della prossima generazione di tecnologie. Questa divisione si chiama Longcheer Robotics e lavora su più aspetti: corpo robot, moduli centrali, acquisizione dei dati e validazione del robot in catena di montaggio.
Il primo punto riguarda il corpo del robot, che cambia a seconda della destinazione d’uso. Un robot pensato per lavorare in una linea produttiva non ha le stesse esigenze di un robot destinato alla logistica o all’assistenza. Cambiano forma, materiali, libertà di movimento (gradi di libertà), precisione, resistenza e modalità di interazione con l’ambiente.
Il secondo è il Core Module Engineering, che si occupa della parte di sensori, dell’elettronica di controllo e della gestione termica. È la parte meno visibile, ma anche una delle più importanti, perché determina quanto il robot sia preciso, affidabile e capace di lavorare in modo continuativo.
La terza fase è quella dell’acquisizione dei dati da usare per addestrare l’IA, anche con dispositivi indossabili. Ad esempio, un umano in catena di montaggio può registrare le proprie operazioni così da usare quei dati per l’addestramento del modello di machine learning. In questo modo il robot non viene istruito solo con simulazioni, ma anche osservando movimenti e procedure reali.
Infine si conferma l’addestramento direttamente negli scenari in cui il robot verrà utilizzato, facendo ripetere una serie di operazioni fino al raggiungimento della perfezione, in un ciclo continuo di controllo e miglioramento.
Per Longcheer è un’evoluzione naturale: dopo smartphone, tablet, notebook, occhiali smart e componenti per le auto, la robotica mette insieme molte delle competenze già sviluppate dall’azienda. Infatti i robot non sono null’altro se non un ammasso di elettronica, sensori, software, gestione termica, batterie, produzione industriale e integrazione tra hardware e intelligenza artificiale. Su scala ovviamente più complessa e con l’Intelligenza Artificiale a fare da collante, da anima…

Il segreto… svelato
Longcheer è quindi uno di quei nomi che pochissimi conoscono, ma che ha un peso enorme: è l’azienda che lavora prima che il prodotto arrivi sugli scaffali, prima che venga presentato in conferenza stampa, prima che il logo del brand venga stampato sulla scocca. Sviluppa soluzioni che poi i brand possono scegliere “a scaffale” e trasformare in proprie innovazioni, magari in esclusiva. Oppure lavora insieme ai brand per trasformare il progetto in produzione industriale di massa.
Ecco svelato il segreto: molti dei prodotti che utilizzate non nascono dal brand che tanto amate, ma li produce qualcun altro… e spesso li crea un’azienda senza che il brand ci metta neanche il progetto o una serie di specifiche. Insomma, i prodotti non nascono quasi mai da un’unico brand che fa tutto da solo, ma da una rete di competenze, fornitori, progettisti e produttori specializzati. In questa rete, Longcheer occupa una posizione centrale perché può accompagnare un dispositivo dall’idea iniziale fino alla produzione finale.
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