BYD smentisce la visita allo stabilimento Stellantis di Cassino. Dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e riprese da alcuni organi di stampa, il costruttore cinese ha chiarito che non c’è stata alcuna visita dell’azienda presso il sito produttivo di Piedimonte San Germano nella giornata di ieri.
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BYD Cassino: la smentita ufficiale
La precisazione arriva in un momento particolarmente delicato per il futuro industriale dell’area. Lo stabilimento di Cassino, oggi parte degli asset del gruppo Stellantis, è da mesi al centro di discussioni, preoccupazioni e ipotesi di rilancio. Proprio per questo, ogni voce su possibili interessamenti esterni assume subito un peso politico che viene spesso cavalcato dai media.
La nota di BYD è molto precisa: “In relazione a quanto riportato pochi minuti fa su alcuni organi di stampa, BYD smentisce quanto dichiarato dal sindaco di Piedimonte Sangermano su indiscrezioni sindacali in relazione ad una visita dell’azienda presso lo stabilimento di Cassino nella giornata di ieri. Non vi è stata alcuna visita”.
La vicenda nasce dalle dichiarazioni attribuite al sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, secondo cui una delegazione BYD avrebbe visitato lo stabilimento Stellantis di Cassino sulla base di indiscrezioni sindacali.
La smentita di BYD, però, chiude almeno per ora il caso specifico della presunta visita. Non c’è stato alcun sopralluogo, non c’è stata alcuna delegazione in fabbrica e non c’è quindi un elemento concreto che colleghi la strategia industriale europea dei cinesi con lo stabilimento di Cassino.
Perché Cassino è tornata al centro dei rumor
Cassino non è una fabbrica qualunque: è uno degli stabilimenti italiani più simbolici dell’industria automobilistica, legato nel tempo a modelli di fascia alta e a marchi come Alfa Romeo e Maserati.
Nei giorni scorsi erano già circolate indiscrezioni sul possibile interesse del gruppo cinese per stabilimenti europei poco utilizzati, con l’Italia indicata tra i Paesi osservati. Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, ha confermato in un’intervista a Bloomberg che il gruppo sta valutando alcuni siti produttivi in Europa, mossa che consentirebbe l’aggiramento dei dazi.
Da qui nasce il collegamento con Cassino, ma anche con altri impianti Stellantis citati nelle ricostruzioni giornalistiche, come Mirafiori. BYD vuole crescere in Europa perché inizia a perdere terreno in Cina, e per questo deve aumentare le esportazioni. L’Europa, di contro, sta alzando la pressione sui costruttori cinesi e la via di mezzo è quella di una produzione europea di auto cinesi che permetterebbe di creare occupazione sul territorio e mantenere know-how negli impianti europei.
Cassino, da questo punto di vista, ha caratteristiche interessanti: ha una storia industriale importante, competenze produttive già presenti, una manodopera specializzata e una filiera abituata all’automotive.
Il futuro dello stabilimento Stellantis resta aperto
La smentita di BYD non risolve il tema principale: il futuro dello stabilimento di Cassino resta ancora da chiarire. Il sito ha bisogno di aumentare le attività produttive, pena il rischio di tagli e chiusure.
Il quadro è reso ancora più delicato dal fatto che altri stabilimenti italiani hanno già ottenuto segnali più precisi dal gruppo Stellantis: Pomigliano, ad esempio, è stato indicato come sito produttivo destinato alla futura e-car del gruppo, mentre Cassino attende ancora un ruolo nel percorso di riorganizzazione.






