Durante i test per la recensione Motorola Razr 70 Plus ho pensato che questo smartphone è probabilmente il miglior candidato per chi cerca uno smartphone pieghevole davvero equilibrato. Si tratta del modello di mezzo nella nuova gamma, a metà tra il Razr 70 e il Razr 70 Ultra. Prima di considerarlo, però, leggete bene questa recensione perché ha dei punti di forza innegabili, ma anche un paio di difetti da non sottovalutare.
Sommario

Design, costruzione e confezione
La confezione di Motorola Razr 70 Plus è più generosa di quanto ormai siamo abituati a vedere, anche sugli smartphone di fascia alta. All’interno troviamo il cavo USB-C/USB-C e una cover in tinta con lo smartphone, in questo caso verde, che riprende la colorazione Pantone Mountain View. È un dettaglio apprezzatissimo nell’era dei produttori che hanno eliminato ormai qualsiasi “extra” dalla scatola.
Esteticamente Motorola Razr 70 Plus propone il formato a conchiglia con linee morbide, bordi arrotondati e una sensazione in mano molto piacevole, sia da aperto, sia da chiuso. La cerniera è rinforzata in titanio e restituisce un’ottimo feedback durante l’apertura: il telefono si piega a 90 gradi e si può anche orientare su posizioni intermedie così da mantenere la piega anche intorno ai 70 e ai 120 gradi, utile per videochiamate con angoli diversi dal solito quando la superficie d’appoggio non è perfettamente piatta.
Le forme arrotondate aiutano anche nell’apertura: infilare il dito tra le due metà è più facile e si può fare anche con una sola mano.
Il retro utilizza una finitura resa morbida dalla texture: sembra quasi tessile, ed è uno dei punti di forza (e di differenziazione) di questo modello che lo rende unico. Infine c’è la certificazione IP48, utile per offrire una protezione in più contro acqua e polvere: utilizzato sotto la pioggia per la funzione di navigazione pedonale, ha retto tranquillamente consentendo di utilizzarlo a pieno.



Recensione Motorola Razr 70 Plus: come va nella vita reale
Motorola Razr 70 Plus si posiziona esattamente a metà della nuova gamma e utilizza il chipset Qualcomm Snapdragon 8s Gen 3. Non è l’ultima versione, non è il più potente e qui è corredato da 12 GB di RAM e 512 GB di memoria interna (UFS 4.0). Insomma, l’archiviazione è molto generosa e l’hardware è di fascia medio alta ma non certo da gaming o da produttività estrema per il video editing.
Nell’uso quotidiano permette di muoversi senza particolari limiti tra app, multitasking, social, navigazione e contenuti multimediali, ma quando si sfruttano app più esose, come CapCut o Instagram Edits per il montaggio video, si nota qualche rallentamento. Nulla di estremamente castrante, ma manca la fluidità tipica dei top di gamma.
Bene anche la gestione termica: l’ho utilizzato intensamente in Cina durante un viaggio di lavoro, stressandolo molto, e non si è mai surriscaldato nonostante temperature tropicali di 32° con umidità altissima (percepite come 42°). L’unico momento in cui la temperatura aumenta leggermente, è durante la ricarica ultra rapida (se attivata), ma lo smartphone è in grado di dissipare facilmente appena si supera il picco di potenza.
Lato connettività ci sono il 5G, NFC per i pagamenti, Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4, oltre alla SIM fisica e alle eSIM. Sul lato destro c’è un sensore di impronte che è stato posizionato tatticamente per far sì che sia accessibile sia con lo smartphone aperto, sia da chiuso.

Fotocamera e video
Il comparto fotografico è composto da due sensori posteriori da 50 megapixel: quello principale con apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica, e quello ultra-grandangolare f/2.0. Davanti, sul display interno, c’è una fotocamera da 32 megapixel f/2.4.
La fotocamera principale è quella più convincente: di giorno produce scatti piacevoli, con buon dettaglio, colori gradevoli e una buona stabilizzazione, anche se siamo lontani dal livello raggiunto dai migliori cameraphone. Sui pieghevoli il compromesso è quello delle dimensioni e dello spessore, ma speravo almeno in una fotocamera principale in grado di competere con i top di gamma “tradizionali”. Il vantaggio è che si può usare questa fotocamera anche per i selfie grazie allo schermo esterno, ottenendo una qualità migliore a tutte le selfie cam degli smartphone tradizionali.






L’assenza di un vero teleobiettivo si sente: la risoluzione del sensore permette di arrivare a uno zoom 2x mantenendo foto di buona qualità se la luce è abbondante. Oltre al 2x, o con luce scarsa, meglio evitare…
Passando alla fotocamera ultra-grandangolare, invece, le prestazioni si abbassano non appena la luce diventa anche solo leggermente lontana dalle condizioni ideali.
La velocità di scatto è discreta e, anche su questo Razr 70 Plus (come per altri Motorola e su altri smartphone cinesi, incluso lo Xiaomi 17T Pro) , ho notato il solito problema dei micro scatti nell’interfaccia della videocamera quando si registrano video in 4K a 60 FPS. In rari casi, poi, gli scatti dell’interfaccia si vedono anche come scatti nella registrazione video finale, rendendo il filmato meno piacevole.
I video arrivano fino al 4K a 60 fps. La resa è buona per l’utilizzo sui social, ma non è uno smartphone per chi vuole realizzare video come content creator.

Display, il vantaggio di avere uno schermo esterno
Il vero motivo per cui si sceglie un Razr resta il display esterno: Motorola propone uno schermo da 4 pollici (AMOLED LTPO) con refresh rate fino a 165 Hz e luminosità di picco dichiarata di 2.400 nit.
Non è un piccolo pannello di servizio, ma un vero display che può essere utilizzato per leggere notifiche, rispondere ai messaggi, usare widget, controllare la musica, aprire app complete e persino usare lo smartphone per molte operazioni senza doverlo aprire. È questa la differenza rispetto a molti altri pieghevoli a conchiglia: Razr 70 Plus non costringe ad aprire il telefono per ogni cosa.

Naturalmente non tutte le app si adattano alla perfezione: alcune funzionano bene, altre soffrono il formato particolare e la presenza delle fotocamere che occupano una parte dello schermo. Però l’interfaccia fa lo sforzo di provare ad adattare tutte le app al formato dello schermo esterno e, nell’uso quotidiano, sono riuscito a usarle senza problemi. Tra quelle più utilizzate:
- WhatsApp (e chat in generale): si può rispondere ai messaggi usando la tastiera esterna
- Gmail: si possono leggere le mail e lo schermo esterno permette anche di rispondere a quelle che non richiedono testi lunghissimi
- Maps: perfetto per la navigazione pedonale senza dover aprire lo smartphone
- Uber, Didi e app taxi: l’ho usato tantissimo in Cina mettendo l’app di Didi (l’Uber cinese) sullo schermo esterno per vedere la mappa e il tempo di arrivo dell’auto senza aprire ogni volta il cellulare

Passando al display interno, ci troviamo di fronte un pannello AMOLED LTPO da 6,96 pollici, anch’esso con refresh rate fino a 165 Hz e luminosità massima dichiarata di 3.000 nit. È un buon pannello, molto luminoso e piacevole da usare anche all’aperto. La piega c’è, come su tutti i pieghevoli, ma l’ho trovata meno visibile di altri e al tatto è quasi impercettibile.
La superficie interna, essendo plastica, trattiene più impronte rispetto a un vetro oleofobico tradizionale, ma è un compromesso da accettare sui pieghevoli.
Software: bene, ma c’è confusione con l’AI
Motorola Razr 70 Plus arriva già con Android 16 a bordo e una leggera personalizzazione tramite interfaccia Hello UI, non troppo invasiva e abbastanza priva di bloatware, fatta eccezione per i giochi che sfruttano il display esterno.
Come già detto, il display esterno è molto personalizzabile e si possono aggiungere widget (ottimizzati per il formato dello schermo da 4″), collegamenti rapidi e app complete. Ho apprezzato tantissimo il fatto di non limitare ai widget l’interfaccia esterna: si può usare lo schermo esterno solo per le informazioni essenziali e le app ottimizzate oppure trasformarlo in un vero mini smartphone.
Come da moda, poi, c’è tutta la parte dedicata all’Intelligenza Artificiale. Qui vanno segnalate luci e ombre… Moto AI è la suite di intelligenza artificiale con funzioni di riepilogo, promemoria e supporto contestuale. Poi c’è Perplexity, e Motorola offre tre mesi di utilizzo gratuito con l’acquisto dello smartphone.
Infine c’è Gemini, con le funzioni tipiche di Android che permettono di tradurre la schermata che stiamo visualizzando, selezionare il testo in una foto o uno screenshot (utile per copincolla o traduzioni), usare il “cerchia e cerca” e via dicendo.
Il punto più delicato riguarda gli aggiornamenti. Motorola promette diverse versioni di Android (3 anni) e 5 anni di patch di sicurezza, ma rispetto ai concorrenti più forti, soprattutto Samsung e Google, la percezione è ancora quella di una politica meno aggressiva sugli update. Su uno smartphone di questa fascia, e con un prezzo di listino superiore ai mille euro, è un aspetto che pesa nella valutazione finale.

Autonomia: ottime prestazioni
La batteria di questo Razr 70 Plus è da 4.500 mAh e, per un pieghevole a conchiglia è una capacità interessante e superiore a quella di molti rivali diretti. I primi cicli di ricarica mi stavano facendo preoccupare, ma poi mi sono accorto che lo smartphone ricevuto in prova era davvero vergine e non era stato ancora utilizzato da nessuno. Sono bastati alcuni giorni affinché la batteria si tarasse cambiando completamente faccia.
Arrivato a regime dopo una manciata di cicli di ricarica completi, lo smartphone ha mostrato un’ottima autonomia. Con un uso normale, fatto di messaggi, social, mail, navigazione, foto, qualche video e diverse notifiche sul display esterno, si arriva a sera senza troppe ansie, anzi con il 30/40% di autonomia residua.
Nelle giornate più pesanti, soprattutto usando molto il display interno, la fotocamera o la rete dati, si può anche evitare la ricarica e, in quelle “estreme”, basta un rabbocco da una decina di minuti perché questo modello supporta la ricarica veloce da 45 W tramite cavo.
Prezzo, sconti e conclusioni.
Motorola Razr 70 Plus è disponibile sul sito Motorola a 999 euro:
A questa cifra è accettabile, ma diventerebbe più interessante intorno agli 800 euro o, magari a fine anno, intorno ai 749/699 euro che lo renderebbero un best buy tra i pieghevoli, specie considerando autonomia, memoria (512 GB ormai sono costosissimi anche per i produttori) e stile unico, con il touch&feel del posteriore che è davvero riuscito e piacevole.
I limiti ci sono: la fotocamera ultra-grandangolare non convince sempre e di notte ci vuole tanta pazienza per ottenere scatti accettabili. I piccolissimi lag nell’interfaccia foto/video stonano su un prodotto di questa fascia e Motorola dovrebbe fare lo sforzo di unificare le funzioni IA rendendole più facili da trovare sotto un unico “cappello”, altrimenti solo gli utenti più smaliziati le utilizzeranno.
Inoltre Motorola promette almeno 3 anni di aggiornamenti per il sistema operativo (parte con Android 16) e almeno 5 anni di aggiornamenti delle patch di sicurezza. C’è chi fa meglio, ma qui siamo nella media.
In alternativa si può valutare il Razr 70 che porta gli schermi a 120 Hz (e va già benissimo), riduce la memoria a 8/256 e costa 899 euro in sconto su Amazon.






