Le Sony MDR-3R sono le nuove cuffie con cavo USB-C che si ispirano alle MDR-3 del 1979 e, a leggere come vengono presentate, sembra che il filo l’abbiano inventato ieri. Per anni ci hanno venduto la cancellazione del rumore, i profili sonori calcolati dagli algoritmi e i comandi touch come progresso inevitabile… e adesso le cuffie con il cavo diventano un pregio: il suono originale vale più dell’elaborazione, i tasti sul filo battono lo sfioramento o i comandi vocali. Potere del marketing a tutti i costi? Forse, considerando che la proposta arriva dalla stessa Sony che ha costruito la propria reputazione recente sulle cuffie Bluetooth con cancellazione attiva…
Sommario



Sony MDR-3R: come sono fatte e caratteristiche
Le MDR-3 sono le cuffie nate nel 1979 insieme al primo Walkman, il TPS-L2 (quelle vendute con lui erano le MDR-3L2). Le Sony MDR-3R ne riprendono il design, con la struttura leggera e aperta pensata per le sessioni di ascolto lunghe, e nella confezione ci sono i cuscinetti blu e arancioni da alternare secondo l’umore. Anche scatola e manuale d’istruzioni ripropongono la grafica del modello storico.
I driver sono da 23 mm, le stesse dimensioni delle MDR-3, e la messa a punto riproduce quella dell’originale con piccoli aggiustamenti per adattarsi alle preferenze di ascolto di oggi. La firma sonora promessa è quella bilanciata tipica di Sony, con voci naturali e una buona intensità espressiva.
Senza ricarica, abbinamento bluetooth e aggiornamenti da installare, ma con la modernità del cavo USB-C che permette di collegarli a dispositivi compatibili inclusi gli smartphone. Sul cavo ci sono il microfono per le chiamate e i comandi fisici integrati.

Sony MDR-3R Stranger Things Edition, uscita e prezzo
Insieme alle MDR-3R arriva la Stranger Things Edition, ispirata allo stile delle cuffie di Max e al mondo dell’Upside Down, con il logo della serie Netflix inciso e una confezione dedicata.
Entrambe le versioni saranno disponibili a partire da novembre 2026, mentre il prezzo non è stato comunicato. Voi quanto sareste disposti a pagare per un paio di cuffie che ci dicono che, forse, la moda delle true wireless è finita?






