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Home»Tecnologia»Smart Home»Recensione SwitchBot AI HUB, guida completa smart home: cosa può fare l’IA che ti guarda in casa
switchbot ai hub

Recensione SwitchBot AI HUB, guida completa smart home: cosa può fare l’IA che ti guarda in casa

By Luigi Melita08/04/2026
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SwitchBot AI HUB è difficile da spiegare, ma in questa guida cercherò di farvi capire cosa può fare, perché l’IA non è uno specchietto per le allodole, cos’è OpenClaw (e perché è importante) ma, soprattutto, chi può puntare su questo prodotto e chi farebbe meglio a scegliere qualcosa di più semplice.

Sommario

  • SwitchBot AI Hub:l’IA per potenziare la smart home
  • Intelligenza Artificiale e smart home, un rischio se non gestita bene
  • Per chi è pensato SwitchBot AI Hub
  • OpenClaw, l’agente IA che ragiona e ci manda i messaggi
  • Le automazioni sono (quasi) infinite grazie al VLM
    • Trigger “seduti sul divano”
    • Come va? Analisi immagini e interazione con Open Claw
    • Frigate vs abbonamento SwitchBot
  • Conclusioni
  • Cosa migliorare secondo me

SwitchBot AI Hub:l’IA per potenziare la smart home

SwitchBot AI Hub è un hub che serve a collegare insieme i dispositivi smart: sensori di presenza (come questo), sensori di movimento, sensori per le porte e finestre, valvole per il riscaldamento automatico, telecamere, videocitofono e via dicendo.

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Per collegare questi dispositivi tra di loro bastano anche prodotti più economici come l’Hub Mini di SwitchBot, ma AI HUB è un modello molto più potente. Infatti utilizza OpenClaw per analizzare quello che succede, suggerire le automazioni e capire le richieste.

switchbot ai hub 1

Basta guardare questa immagine: l’agente IA ha riconosciuto che il “master”, la ragazza nella foto, si sta svegliando. Una persona che si sveglia diventa quindi un trigger, un evento scatenante che da il via ad una automazione come quella mostrata in foto che:

  • apre le tende utilizzando l’apri tende motorizzato di SwitchBot
  • accende la lampadina smart e la imposta al 34%
  • avvia la musica con volume al 14%

A parte l’automazione descritta, molto semplice,la cosa importante da capire è che – per la prima volta – qualcosa che succede diventa, grazie all’intelligenza artificiale, un evento che attiva un’automazione. Finora serviva un sensore: se la porta si apre, allora accendi le luci.

Ora i sensori diventano (quasi) superflui: intendiamoci, restano utilissimi, ma il fatto che un evento interpretato da un computer possa diventare un trigger, rende molto più potente la casa smart perché abbiamo più carte da utilizzare per creare automatismi.

Intelligenza Artificiale e smart home, un rischio se non gestita bene

Partiamo dal concetto espresso nel capitolo precedente: l’agente IA è come se fosse un addetto alla sorveglianza: guarda tutto il giorno le immagini registrate dalle telecamere. Quando succede un evento particolare, schiaccia un tasto rosso e quel tasto avvia una serie di azioni automatiche.

L’altra cosa che l’addetto alla sorveglianza fa, è studiare le immagini e le abitudini: se il nostro gatto non va mai in giardino, la prima volta che la videocamera mostrerà un gatto in giardino, il sorvegliante ci chiamerà per dare l’allarme perché, molto probabilmente, il gatto è a rischio di fuga.

Questi esempi servono a capire quello che l’agente IA fa: usa le videocamere per ragionare come un custode della nostra casa. Ovviamente viene subito da pensare al rischio privacy: chi guarda le immagini? In quale server finiscono?

La risposta è che restano in casa: installando OpenClaw direttamente a bordo di SwitchBot AI Hub, l’analisi dei video viene fatta in locale e non viene mandata a un computer esterno perché la potenza di elaborazione è già integrata nella “scatoletta”, cioè SwitchBot AI Hub.

switchbot ai hub
La confezione include il caricatore con pin dedicato (così non usa le USB-C)

Per chi è pensato SwitchBot AI Hub

Non è per tutti, va detto subito. Innanzitutto capiamo in breve di cosa si tratta: da un lato è un hub per far comunicare tra di loro e connettere i dispositivi SwitchBot. Dall’altro è un mini computer con 8 GB di RAM, un chip dedicato all’elaborazione tramite IA (da 6 TOPS) con Vision LM (modello linguistico in grado di analizzare le immagine), una micro SD da 16 GB già inclusa e la possibilità di usare, subito pronti:

  • Home Assistant: lo include già, non serve che compriate un Raspberry o Home Assistant Green ad esempio
  • NVR basato su Frigate con il modello Vision che ne analizza le immagini. Interessante per chi cerca un dispositivo per la videosorveglianza, ma manca l’uscita HDMI diretta e va acquistato un adattatore perché SwitchBot AI Hub ha solo le USB-C (e una USB-A). Supporta fino a 8 videocamere SwitchBot o RTSP

Buona la connettività, anche se non perfetta perché sarebbe stato apprezzato il supporto diretto a ZigBee o a Z-Wave così da non dover usare un dongle USB (io avevo già quello di Home Assistant):

  • WiFi 2,4 GHz e 5 GHz (dual band)
  • BLE (Bluetooth Low Energy, senza ostacoli arriva fino a 200 metri di portata)
  • Matter con funzione di bridge (supporta fino a 30 dispositivi)
switchbot ai hub vlm

OpenClaw, l’agente IA che ragiona e ci manda i messaggi

Scendiamo però ora nel dettaglio di OpenClaw. Si tratta di un sistema di intelligenza artificiale che fa molto di più del classico chatbot. I vecchi sistemi di IA chattavano con noi rispondendo a domande conversando. Un AI agentica, come OpenClaw, capisce il contesto della domanda e esegue una serie di azioni per tradurre la richiesta in realtà, verificando poi che le azioni siano andate effettivamente a buon fine.

La potenza di questi agenti IA sta proprio nella capacità di ragionare in maniera più approfondita. Se mando un messaggio all’agente dicendogli che sto uscendo per un weekend, l’agente capirà che deve attivare una serie di automazioni legate al fatto che la casa sarà vuota e non sorvegliata per due giorni. Questo significa che, in autonomia, potrà:

  • chiudere la serratura smart (questa di SwitchBot)
  • attivare le videocamere in modalità antifurto insieme ai sensori delle porte
  • studiare le immagini di sorveglianza avvisandoci subito se nel giardino vede persone sospette
  • spegnere il riscaldamento o metterlo al minimo
  • attivare la modalità di simulazione di presenza, accendendo ad esempio le luci di tanto in tanto
  • effettuare altre operazioni a seconda dei dispositivi smart che avete in casa…

Allo stesso tempo, usando la potenza del VLM (che permette all’IA di interpretare le immagini), si potrebbe impostare un’automazione che disattiva l’allarme se la persona che entra nel nostro giardino è una faccia nota (il vicino, i genitori, parenti e amici).

switchbot ai hub 12
switchbot ai hub 7

Le automazioni sono (quasi) infinite grazie al VLM

Abbiamo parlato dei trigger, gli eventi scatenanti che permettono di dare il via ad un’automazione. L’uso del VLM a bordo di SwitchBot AI Hub apre a tantissimi scenari, ecco alcuni esempi:

  • un anziano cade per terra: il sistema sblocca automaticamente la serratura e apre il cancello, mandando un messaggio ai soccorsi che possono entrare in casa anche in caso di svenimento
  • un bambino gioca davanti alla TV per troppo tempo: il sistema spegne l’Xbox che è collegata alla presa smart

Ho provato a configurare uno scenario:

Trigger “seduti sul divano”

In questo caso ho scritto un prompt nell’app: crea un evento di attivazione quando due persone sono sedute sul divano. L’IA ha interpretato la mia richiesta e ha correttamente attivato il trigger “persone sedute sul divano”. In questo modo, quando andate a creare una nuova automazione, come condizione scatenante si può usare la presenza di due persone sul divano, e come conseguenza si possono selezionare tutti i dispositivi smart di SwitchBot.

Per quale scopo? Ad esempio, anche usando un sensore di presenza come questo di SwitchBot, sarebbe impossibile creare un’automazione “modalità cinema” che accende le luci ambientali (questa è molto carina) solo quando sul divano ci sono due persone. Il sensore di presenza, ad esempio, non è in grado di distinguere se la persona è seduta sul divano o se è semplicemente nella stanza…

switchbot ai hub

Come va? Analisi immagini e interazione con Open Claw

Il riconoscimento facciale funziona abbastanza bene, ma tutto dipende dalla posizione delle telecamere. A volte, se si passa in lontananza e con la faccia non esposta alla videocamera, il riconoscimento identificherà i volti noti come sconosciuti. Ma questo è normale ed è un limite ottico, di sensore e di luce più che del riconoscimento… che non può fare i miracoli.

Ho poi configurato Open Claw, che si può collegare tramite sistemi di messaggistica per interagire al di fuori dell’ambiente web. Così facendo, la conversazione con l’agente IA non avviene tramite browser ma viene gestita via Whatsapp, come se stessimo parlando ad un amico per intenderci.

Il risultato è che Open Claw interagisce con l’hub, riceve da lui gli input legati alle analisi delle immagini delle videocamere (ad esempio “attenzione, sconosciuto in giardino) e ci manda un messaggio. Noi possiamo rispondere ad esempio “sì, è il giardinere, aprigli la porta del garage”.

frigate switchbot ai hub

Frigate vs abbonamento SwitchBot

Tramite Frigate si può raggiungere l’obiettivo della massima privacy perché l’elaborazione delle immagini avviene in locale e, se trovate un hard disk abbastanza grande visto che i 16 GB della memory card inclusa vengono saturati in fretta, avrete una vera e propria centrale di videosorveglianza di livello (quasi) professionale.

L’abbonamento di SwitchBot, d’altra parte, espone al cloud (dovete quindi fidarvi della sicurezza fornita da terzi) e… va pagato a parte.

switchbot ai hub 3

Conclusioni

SwitchBot AI Hub non è un prodotto facile, ma è un prodotto che facilita. E mi spiego meglio: da un lato ha le funzioni base da Hub, cosa che permette di integrare i dispositivi SwitchBot e farli vedere a:

  • Apple Home
  • Amazon Alexa
  • Samsung SmartThings
  • Google Home (se proprio vi ostinate a usarlo)

Questo permette a tutti di creare automazioni facili facendo parlare ad esempio un sensore di SwitchBot con le lampadine di Philips Hue tramite Apple Home.

L’altra cosa che facilita è Home Assistant: è integrato, si configura facilmente e in pochi istanti avete un server locale per la smart home. Ci collegate i dispositivi e siete indipendenti dalla connessione Internet… ma va comprato un adattatore USB (di solito usa la USB-A, vi consiglio questo) per i protocolli più importanti: Zigbee e Z-Wave: personalmente ho almeno una 15ina di prodotti che girano su questi protocolli e non ho intenzione di sostituirli con prodotti aggiornati con Matter perché funzionano benissimo.

Tirando le somme, è il prodotto giusto per imparare, anche se partite da zero. Lo comprate per integrare facilmente i prodotti SwitchBot, ci crescete creando le prime automazioni con Apple Home, Alexa o SmartThings e, se ci prendete gusto, avete già dentro Home Assistant per fare il passo in avanti.

Con l’obiettivo finale di puntare a imparare le interazioni più potenti tramite Open Claw e il vantaggio di potervi fare

switchbot ai hub

Cosa migliorare secondo me

Riassumendo, ecco le cose che mi hanno fatto storcere il naso e che sono migliorabili:

  • assenza di integrazione Zigbee e Z-Wave (ma c’è l’USB per collegare una chiavetta Zigbee/Z-Wave)
  • assenza di uscita HDMI diretta o dell’adattatore all’interno della confezione
  • Open Claw non è “guidato”, servirebbe uno sforzo software nel renderlo digeribile al pubblico di massa
  • l’app per smartphone è quella di SwitchBot, che usa una sotto-sezione dell’app generale. Troppo limitante…

Considerando quanto sopra, al momento non riesco ad abbandonare Homey Pro, ma con questo hub ho abbandonato Home Assistant Green visto che l’AI Hub lo rimpiazza perfettamente.

Ci sono pro e contro e, se siete esperti (o disposti a studiare tanto), SwitchBot AI Hub è potenzialmente superiore anche a Homey Pro. Ma non ha ancora quella facilità di utilizzo necessaria per renderlo di massa e adatto veramente a chiunque…

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