Con l’arrivo del classico esodo estivo, la “migrazione” degli Italiani verso le zone di villeggiatura e vacanza, torna caldo il tema degli ADAS e della guida semi-autonoma. Da una ricerca che YouGov ha realizzato per Ford, emerge un dato inquietante: il 32% degli automobilisti italiani ammette di aver avuto almeno un colpo di sonno al volante, e un terzo di loro lo ha vissuto più di una volta.
Sommario
L’auto resta regina dell’estate, ma il conto lo paga il corpo
D’estate gli italiani partono in auto, e non è una novità. Su 10 persone con la patente, 8 scelgono la macchina per andare in vacanza o tornare al paese d’origine. In media fanno circa 500 chilometri a tratta, e il 7% ne fa più di mille. Perché scelgono l’auto? Per tre motivi semplici: si va dove si vuole (58%), una volta arrivati ci si muove in libertà (54%) e si viaggia comodi (52%). Contano soprattutto per chi ha più di 54 anni. Tra i giovani dai 18 ai 34 anni c’è un motivo in più: il 24% prende l’auto perché non ha altri mezzi, mentre nel totale è solo il 17%.
Il bello di guidare, però, si scontra con la stanchezza. Dopo tante ore al volante la sensazione più comune è proprio la stanchezza (43%) che porta al colpo di sonno, seguita dalle gambe e dalla schiena che fanno male (40%). Solo il 38% dice di arrivare contento. E qui cambia tutto in base all’età: chi ha più di 54 anni sente di più la fatica (47%), mentre i giovani stanno anche peggio, perché il 52% è stanco e solo il 18% arriva soddisfatto. Poi c’è il traffico, che per il 34% è la parte peggiore del viaggio. A soffrirlo di più sono gli over 55 (39%).
Il colpo di sonno è il vero nemico dell’autostrada
La cosa più pericolosa è addormentarsi mentre si guida. E succede: il 32% degli automobilisti dice di aver avuto almeno una volta un colpo di sonno al volante. Non è un caso, allora, che la paura più grande in autostrada sia proprio la stanchezza che porta al sonno secondo 1 guidatore su 2. Per fortuna gli italiani stanno attenti. Il 51% comincia a sentirsi stanco entro le prime tre ore, ma il 72% si ferma a riposare entro lo stesso tempo. C’è anche chi preferisce guidare con la luce: più di un terzo guida solo di giorno, e oltre 8 persone su 10 stanno al volante soprattutto quando c’è il sole. Tra gli over 54 chi guida solo di giorno sale al 42%.
Per restare svegli, intanto, si usano i vecchi trucchi di sempre. Il 63% mette musica o radio, e sale al 67% tra gli over 54. Il 55% chiacchiera con chi viaggia insieme. I più giovani invece cantano a squarciagola (29%). La compagnia preferita è quella del partner (62%, che diventa 71% tra i 35 e i 44 anni). Solo il 5% preferisce viaggiare da solo.
Come possono aiutare ADAS e guida assistita di Livello 2
Oggi ADAS e guida semi-autonoma di Livello 2 permettono di aiutare a ridurre lo stress e la stanchezza al volante. BMW ha presentato di recente un sistema che, in autostrada, cambia corsia automaticamente e permette di fare anche centinaia di chilometri autostradali senza che il conducente tocchi il volante, a patto di tenere gli occhi sulla strada. L’ho provato e funziona molto bene come vi racconto nella prova e nel video qui sopra.
Ford ha BluCruise (qui le info per l’Italia), sistema che gestisce autonomamente sterzo, accelerazione e frenata sulle tratte autostradali abilitate, chiedendo al guidatore di restare vigile grazie a telecamere a infrarossi che monitorano lo sguardo. Purtroppo non ho ancora potuto provarlo e non mi sento di confermare la sua efficacia.
Tesla e XPENG hanno poi sistemi di guida semi-autonoma di livello 2 che sfruttano le videocamere senza utilizzari sensori LiDAR che in autostrada obbligano a tenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada, ma scaricano comunque molto dello stress fisico dal corpo. Entrambi puntano già al Livello 3: Tesla lo ha abilitato in Europa, XPENG lo porterà anche in Italia nel 2027.
Il problema è che la guida assistita di Livello 2 è conosciuta solo dal 25% dei patentati, e solo il 6% l’ha effettivamente provata. A conoscerla sono soprattutto la Gen Z (18-34enni, 29%) e i Millennial (35-44enni, 25%), a riprova che l’ostacolo non è la diffidenza dei giovani ma la scarsa diffusione fisica del sistema. Tra chi però la conosce l’entusiasmo è alto: oltre 8 su 10 le riconoscono un aumento della sicurezza (85%) e una riduzione della stanchezza (81%) sulle lunghe percorrenze.
Di serie o in abbonamento? La verità scomoda
Ma la guida semi-autonoma e assistita deve essere di serie, un optional o da pagare in abbonamento? Qui il sondaggio ha dato dei risultati netti: oltre la metà degli intervistati (56%) vorrebbe la guida assistita di Livello 2 inclusa di serie, mentre solo un marginale 6% trova interessante la formula in abbonamento.
La disponibilità a pagare per questa funzione si ferma in media a 530€ come optional una tantum, oppure 91€ l’anno in abbonamento.

I numeri della ricerca in sintesi
- 80% degli italiani sceglie l’auto per le vacanze, circa 500 km di media per tratta, 7% oltre i 1.000 km
- Motivi principali: autonomia 58%, libertà di movimento 54%, comfort 52%
- Fatica dopo ore di guida: stanchezza generale 43%, affaticamento fisico 40%, traffico come aspetto più pesante 34%
- Colpo di sonno: il 32% ne ha avuto almeno uno, un terzo di questi lo ha avuto più volte; stanchezza e sonnolenza tra le situazioni più critiche in autostrada per il 53%
- Soste: 51% avverte stanchezza entro 3 ore, 72% si ferma entro 3 ore
- ADAS: 86% li ritiene utili alla sicurezza autostradale; 81% a proprio agio con tecnologie che assistono il conducente senza sostituirlo
- Livello 2 hands-free: conosciuta dal 25%, provata dal 6%. Tra chi la conosce, l’85% vede più sicurezza e l’81% meno stanchezza
- Acquisto: 56% la vuole di serie, solo 6% in abbonamento. Chi è disposti a pagare, in media spenderebbe massimo 530€ come optional o massimo 91€/anno a canone






