Navee EXO S Pro è stata per me una piccola svolta perché peso cento chili e le scale o le lunghe camminate in salita si fanno sentire sul fisico. L’impatto principale è nei battiti cardiaci che si ripercuotono nella sensazione di affaticamento e “fiatone”. Ecco la prova completa e la recensione dell’esoscheletro che abbassa i prezzi di listino rispetto alla concorrenza per portare questa tecnologia alla portata di un pubblico più ampio.
Sommario

Da strumento industriale a prodotto per tutti
Gli esoscheletri motorizzati esistono già da tempo, anche se non lo sapete. Sono i dispositivi che i lavoratori dei magazzini indossano per sollevare colli per otto ore senza distruggersi la schiena, o quelli che i centri di riabilitazione usano per rieducare al cammino. E nelle fabbriche? Ci sono anche lì, nell’industria dell’automotive ad esempio, dove i lavoratori in catena di montaggio utilizzano esoscheletri di diverso tipo e e studiati per utilizzi particolari e ripetitivi. In tutti questi casi, si tratta(va) di prodotti costosi pensati per ambienti controllati e per usi molto specifici.
Navee EXO S Pro è costruito sulla stessa logica, ma è un esoscheletro consumer che esce dal mondo B2B (business-to-business). Prima di tutto, però, va specificato che non è un dispositivo medico e non è in grado di dare mobilità a chi non può muovere le gambe. Ma aumenta e potenzia la mobilità esistente, anche se parzialmente ridotta, ed è un esoscheletro per camminare… e non solo.
Funziona come la pedalata assistita di una bici elettrica: quando muovi le gambe, il sistema interviene per far costare meno quello sforzo. Più spingi, più aiuta a seconda del livello selezionato e, se ti fermi, si ferma e blocca il motore.
Le caratteristiche? 960 W di potenza di picco, 32 Nm di coppia (parliamo di coppia a livello dei motorini per intenderci), intelligenza artificiale per il riconoscimento del movimento, materiali di derivazione aerospaziale. Il prezzo di 1.099 euro è alto per un gadget e basso per un esoscheletro. Per capire se quella cifra ha senso, bisogna capire cosa fa davvero questo dispositivo e per chi consigliato.

Come è fatto, come si indossa e cosa sa fare
La struttura portante è in lega di alluminio aerospaziale e fibra di carbonio, per un peso netto di 1,8 kg (senza batteria), che è meno di quanto ci si aspetti tenendolo in mano. Da piegato occupa 46x29x14 centimetri: entra in uno zaino capiente o in un trolley da cabina senza occuparlo tutto: l’idea è di incentivarci a portarcelo ovunque possa essere utile.
Il contatto con il corpo è gestito da quello che Navee chiama AirWrap SoftSuit, un sistema di fasce multi-strato morbide progettate per distribuire la pressione su vita e cosce senza creare punti di attrito troppo fastidiosi.
Ho testato il dispositivo in questi giorni di caldo intenso (Milano e dintorni) e ha retto meglio di quanto pensassi, sia per la tenuta dei motori che non sono andati in protezione, sia per la traspirabilità delle cinghie e delle fasce, anche se il consiglio è quello di indossarlo sopra a un paio di pantaloni leggeri se avete la pelle sensibile. Per quanto sia traspirante, chi è soggetto a irritazioni da sudore accumulerà comunque in quella zona un piccolo sfregamento.
La cintura in vita si regola in due punti e una fine tramite fibbia per adattarsi a corporature diverse. L’aggancio magnetico tra la parte vita e le fasce sulle cosce permette di sganciare le gambe in circa un secondo, senza cercare clip o velcro.
Il sistema di riconoscimento del movimento usa i sensori e gli algoritmi che rilevano il contesto in tempo reale (la latenza dichiarata è nell’ordine dei millisecondi) e adattano l’assistenza automaticamente tra dieci modalità: salita, discesa, scale in su, scale in giù, trail, sterrato, corsa, jogging, marcia veloce e ciclismo. Quest’ultima non è scontata e vale una nota: l’esoscheletro funziona anche in bicicletta, il che amplia i casi d’uso oltre il solo cammino e l’escursionismo. I sei livelli di intensità si selezionano manualmente tramite tasto integrato sul dispositivo, oppure dall’app iOS e Android che sarà disponibile con il lancio di luglio.
La batteria da 5.000 mAh promette fino a 40.000 passi, si ricarica via USB-C in meno di 100 minuti e, cosa utile, funziona anche collegata a un power bank esterno USB: non serve cercare una presa. Il design con cella estraibile con una mano sola permette di portare una batteria di scorta e sostituirla senza fermarsi e c’è anche la ricarica inversa da 20 W: la batteria dell’esoscheletro alimenta lo smartphone via USB-C, trasformandosi in un power bank d’emergenza senza occupare spazio aggiuntivo nello zaino, nel marsupio o in tasca.
La certificazione è IP54 (schizzi e polvere) e il range di temperatura operativa dichiarato va da -10 a 45 gradi, utile tanto in montagna d’inverno quanto nelle giornate estive più pesanti come quelle del test.

Due test diversi: l’atleta e… il sedentario
Il contributo dell’esoscheletro si percepisce in modi e forme diverse a seconda della vostra condizione fisica e dello scenario di utilizzo. Nel mio caso, da sedentario, è stato molto percettivile in salita e sulle scale, che sono esattamente i contesti in cui le gambe lavorano di più. In piano la differenza è meno netta, ma non significa che non esista sulle lunghe distanze.
Dai test effettuati con chi corre regolarmente, invece, abbiamo registrato una falcata più ampia grazie all’aiuto dell’esoscheletro.
C’è un piccolo ritardo (inferiore al mezzo secondo) quando si finisce l’ultimo gradino di una rampa di scale o quando si termina una camminata in forte pendenza: in questi casi, l’intensità dell’assistenza resta forte nel mezzo passo successivo prima di adattarsi e capire che la situazione di sforzo massimo è terminata.
Nella pratica la riduzione di fatica è percepibile, specie su percorsi con dislivelli importanti o sulle lunghe distanze, e questo funziona su persone dal fisico e dalla preparazione atletica diversa.
Prezzi e per chi ha senso comprarlo
Navee EXO S Pro costa 1.099 euro ed è disponibile in Italia. Non è una cifra bassa, ma va contestualizzata: per un esoscheletro consumer con queste specifiche è un prezzo competitivo, paragonabile a quello di una bici elettrica entry-level o di un buon monopattino elettrico e più basso del concorrente diretto (Hypershell) pur avendo specifiche molto simili al top di gamma.
Ha senso per chi affronta regolarmente situazioni in cui l’accumulo di fatica è il problema principale: escursionismo con dislivelli, lavoro fisico prolungato su terreni difficili, lunghe giornate di riprese con attrezzatura sulle spalle e via dicendo. Ha senso anche per chi, con il passare degli anni o per via del peso corporeo, sente le scale e i percorsi in salita in modo diverso rispetto a prima.
Non è un prodotto per chi cerca un ausilio medico o vuole compensare limitazioni importanti alla mobilità, ma è pensato per potenziarvi permettendovi o di fare un’attività più a lungo (se siete in buona forma fisica) o di farla con meno fatica (se la vostra forma fisica non è ideale).
Scheda tecnica NAVEE EXO S Pro
Motore e assistenza
- Potenza di picco: 960 W
- Coppia massima: 32 Nm
- Modalità di riconoscimento: 10 (salita, discesa, scale su/giù, trail, sterrato, corsa, jogging, marcia veloce, ciclismo)
- Livelli di assistenza: 6
- Latenza di risposta: ordine dei millisecondi
- Riduzione sforzo fisico dichiarata: 35% (test in laboratorio)
Batteria e autonomia
- Capacità: 5.000 mAh
- Autonomia dichiarata: 40.000 passi
- Ricarica: USB-C, meno di 100 minuti
- Ricarica inversa: 20 W
- Batteria: estraibile e intercambiabile (quelle extra vanno acquistate a parte)
Struttura e materiali
- Materiali: alluminio aerospaziale e fibra di carbonio
- Peso netto (senza batteria): 1,8 kg
- Dimensioni da piegato: 460 x 290 x 140 mm
- Fasce: AirWrap SoftSuit
- Certificazione: IP54
- Temperatura operativa: -10°C / +45°C
- Libertà di movimento: 300°
Connettività e controllo
- App: iOS e Android (disponibile da luglio 2026)
- Modalità operative: AI Adaptive + selezione manuale tramite controlli fisici
Prezzo
- 1.099 euro
- Disponibilità in Europa: luglio 2026






