Mazda 6E è un’auto elettrica, ma la sua genesi rappresenta anche il segno dei tempi che corrono e dei cambiamenti a cui l’automotive ormai non può più sottrarsi. Ecco perché nella prova su strada in anteprima a due mesi dal lancio ufficiale in Italia.
Sommario

La geopolitica dell’auto elettrica
L’asse delle auto elettriche si è spostato pesantemente a Est e se guardiamo al mondo come ad una bilancia, il piatto di sinistra rappresentato dagli Stati Uniti si solleva sempre di più perché Tesla è l’unica forza a dare peso dato che General Motors e Ford arrancano con piattaforme prese in prestito e con prodotti che non possono certo definirsi innovativi.
L’innovazione, quella vera, arriva da Est, con la Cina a fare da player principale e con la Corea del Sud a rappresentare l’unico avversario realisticamente temibile, se consideriamo le piattaforme proprietarie, grazie al gruppo Hyunda-Kia e grazie ad alcuni produttori di batterie tra cui LG Chem.
Il fulcro dell’altalena? L’Europa che con le sue leggi green chiede a gran voce auto e zero emissioni ma non le produce, vuoi perché ha iniziato troppo tardi, vuoi perché il progetto della fabbrica di batterie è fallito, la ricerca non trova sbocchi industriali e i brand occidentali sono costretti a guardare a Est per alleanze e scambio di tecnologia, dalle alleanze di Volkswagen a Leap Motor e Stellantis, passando per l’importanzione di praticamente tutte le celle per le batterie.

Stile giapponese, tecnologia cinese, guida europea
Non siamo solo noi Occidentali che guardiamo alla Cina, anche Mazda, nell’ambito della sua strategia “multi-soluzione”, sceglie l’alleanza con i cinesi e realizza una berlina elettrica che le fa fare quel salto in avanti: se la MX30 era un crossover compatto con autonomia per città ed extraurbano, tanto da portare alla creazione della versione con range extender per trasformarlo in un modello adatto ai viaggi, con Mazda 6e arriva un’elettrica in grado di sfidare Tesla Model 3.
Lunga poco meno di 5 metri, con un bagagliaio da 465 litri (1.074 abbattendo il divanetto posteriore), La 6e parte già con le carte giuste perché sotto al cofano ha il frunk, un vano per cavi o oggetti da 72 litri totali. I cerchi sono da 19″ e le dimensiono non sono certo minimal: 4,92 metri di lunghezza, passo di 2,89 metri: comoda, ma non certo compatta.
Con Mazda 6e i giapponesi hanno fatto un bel lavoro nel mantenere le linee tipiche del design Kodo: non è una vettura rimarchiata, e si vede la continuità stilistica con gli altri modelli della gamma pur utilizzando una piattaforma non proprietaria.

Dentro resta il minimalismo giapponese, ma l’abitacolo spiazza un po’ il cliente storico, se non altro per il suo enorme tablet centrale, più di 14″, che prende il posto d’onore nel cruscotto in maniera simile a quanto hanno fatto le tv nel salotto.
Strumentazione digitale, una decina di pollici, e c’è anche un head-up display proiettato direttamente sul parabrezza: insomma, la tecnologia è onnipresente e sgomita per farsi vedere, ma quello che resta “alla Mazda” è la qualità di materiali, rivestimenti e abitacolo, anche se per gli assemblaggi dovremo attendere la prova del tempo visto che si tratta di una prima volta per questa piattaforma.








Sembra comunque una Mazda per una generazione diversa dai classici clienti del brand, e non è per forza un male. Le diavolerie tech le ha tutte: la possibilità di spostare il sedile del passeggero ad esempio… ce l’ha Tesla e altre elettriche cinesi, ed è indubbiamente comoda in una miriade di situazioni. O il touchscreen per i passeggeri posteriori, un deja vu anch’esso, ma apprezzato per le sue funzioni.

E poi le modalità: torno subito mantiene l’abitacolo in temperatura quando lo si lascia per poco tempo (la modalità cane ad esempio). Riposo crea un letto e spegne tutte le luci (chiamiamola modalità campeggio) e relax invece è fatta per i pisolini.


Curiosa e interessante la modalità telefonata privata: trasmette il suono solo tramite gli altoparlanti nel poggiatesta del conducente e nasconde sullo schermo le info sulla chiamata. Perfetta per gli eventi come questi in cui ti costringono a guidare di fianco al collega competitor mentre magari tu devi discutere di dati sensibili della tua testata. Scherzo eh… o forse no
L’immancabile app c’è anche qui, e controlla tutte le funzioni oltre a creare tre chiavi digitali da condividere con altrettanti smartphone.

Prova Mazda 6e: come va su strada e consumi reali
Innanzitutto vanno distinte le versioni: la prima, Standard Range, ha 68,8 kWh di batteria, fa fino a 479 km e ha un motore elettrico da 258 cv e 320 Nm. Diciamo la concorrente della Model 3 Long Range a trazione posteriore: 0-100 da 7,6 secondi, 175 kph e ricarica DC con picco da 165 kW. Lei è quella che ha senso per l’Italia e che farà la maggior parte delle vendite probabilmente.
Mazda 6e Long Range ha invece una batteria NMC da 80 kWh, arriva a 552 km WLTP, spinge con 245 cv (solita coppia di 320 nm, il motore lo stesso ma leggermente depotenziato) e scatta in 7,8 secondi fino a max 175 kph. Lei ricarica però a soli 90 kW di picco cosa che richiede ben 47 minuti per il 10-80%… un’enormità se la paragoniamo alle elettriche della concorrenza. In AC entrambe le versioni caricano a 11 kW.
Per parlare di come va bisogna partire da come nasce: piattaforma cinese, stile giapponese e taratura finale in Germania per renderla Europea nella guida. Così si è partiti dalla meccanica, un peso 47-53 e il multilink posteriore, e si è lavorato per renderla piacevole tra le curve, ma va tenuto conto che comunque lei gioca una partita diversa dalla Model 3 perché è più pesante: 1962 chilogrammi in entrambe le versioni perché la Standard Range ha meno batteria ma è una LFP, più pesante, mentre la Long Range ha più batteria, ma è anche più nobile e leggera: una NMC.

C’è anche lo spoiler posteriore, si attiva a 90 km/h e torna dormiente sotto ai 50 (in Sport invece resta sempre aperto e si può anche attivare manualmente).
Capitolo ADAS: Mazda 6e ha tutto, e la sicurezza attiva è indiscussa. Il problema con gli ADAS cinesi, e finalmente l’ADAC tedesco è arrivato con uno studio che conferma, non sono eccezionali nella guida semi-autonoma. Il test è stato troppo breve per potersi fare un’idea, ma sembra che questa Mazda 6E, dal primo contatto, abbia una guida semi-autonoma di Livello 2 paragonabile a quella del mondo occidentale, ma mi riservo di fare una prova più approfondita.
Consumi? Dalla prova Mazda 6e in anteprima i risultati sono ottimi, anche se è mancata una lunga percorrenza fissa e a lungo a 130 all’ora: nonostante il percorso avesse dentro una parte di autostrada, la media è stata di 15,7 kWh / 100 km ma la gran parte del tragitto ha visto una guida tranquilla tra città ed extra-urbano. Incoraggiante, perché sembra stare tra i 16 e i 17 nelle situazioni più comuni. Da valutare invece la resa nelle percorrenze autostradali pure.

Prezzi, allestimenti e data di uscita in Italia
Mazda 6e arriverà da settembre 2025 in Italia e parte da 43.850€. Takumi include di serie cerchi da 19, luci full led, grigria anteriore con i led, volante in pelle sintetica, tetto panoramico, spoiler elettrico, portellone elettrico, clima bizona, sedili completamente elettrico (10 vie il mio, 4 vie quello del passeggero), ADAS tra cui RCTA, ricarica wireless, impianto sony a 14 speker, infotainment e HUD. Con la promozione di lancio la si porta a casa a 39.850€… con un asterisco: la cifra da mettere sul piatto è di 40.850€, ma 1.000€ ci vengono restituiti come credito all’interno di una tessera di ricarica universale.

Cosa rimane fuori sulla Takumi Plus. Beh la Takumi è già quasi full opzional, infatti la plus costa solo 45.500€, 2k in più. per questa cifra ci aggiunge interni in pelle nappa e tessuto scamsciato, volante in vera pelle, pelle anche nelle portiere, cielo abitacolo nero e tendalino interno elettrico per il tetto.
Takumi Long Range costa invece 45.450, Takumi Plus Long Range arriva a 47.100€