Il robotaxi Hyundai e Motional debutta a Las Vegas, oggi con un test dedicato alla stampa e il progetto pilota, a breve con il lancio ufficiale del servizio al pubblico.
Sommario
Non è un caso che sia successo proprio a Las Vegas, una città che vive di flussi continui, di traffico costante, orde di pedoni e regole precise su dove ci si può fermare e dove no, come le zone dedicate al ride sharing che costringono a lunghe camminate per attraversare gli enormi hotel della città.
Guarda la video prova del robotaxi
La fase sperimentale, il progetto pilota e il lancio nel 2026
Las Vegas e Pittsburg sono stati i laboratorii urbani scelti da Motional per perfezionare la guida autonoma e il robotaxi Hyundai. I test sono ripresi con costanza durante tutto il 2025 e proseguiranno per parte del 2026, anno in cui il progetto entrerà in una nuova fase.
Dopo la sperimentazione, infatti, partirà proprio a Las Vegas il servizio commerciale di robotaxi, aperto al pubblico e senza conducente o supervisori a bordo. In questa parte iniziale del 2026 è prevista una fase di pilot supervisionato, l’ultimo passaggio per validare qualità del servizio, comfort e sicurezza prima dell’apertura al pubblico.
Ed è proprio alla fase “pilota” che ho partecipato, con un percorso di test di 30 minuti dove il supervisore era presente ma non ha mai toccato volante, acceleratore o freno.

La prova su strada: come va il robotaxi Las Vegas
Individuare una IONIQ 5 robotaxi nel traffico è facile: la carrozzeria è ricoperta di sensori, con LiDAR, radar e videocamere che trasformano l’auto dotandola di occhi e “orecchie” per orientarsi nello spazio. Il viaggio nel robotaxi inizia dai posti posteriori: un display accoglie i passeggeri, verifica che le cinture siano allacciate e permette di avvia la corsa con un tocco sul touchscreen. Da lì in poi non serve più fare nulla.
L’auto si muove subito con decisione: non c’è quella prudenza artificiale che caratterizzava i primi sistemi autonomi. La IONIQ 5 (qui trovi la prova su strada della IONIQ 5N) accelera rapida, rallenta quando serve, interpreta correttamente semafori, stop, precedenze e persino i dossi.
Nel traffico reale di Las Vegas, durante la mia prova era sì sostenuto ma non caotico, si comporta come un tassista che conosce a memoria il quartiere, rallentando sui dossi più violenti che, come dimostrano le righe ben visibili, hanno creato più di un danno a diverse auto guidate da conducenti umani.
Nei 30 minuti del mio tragitto, il robotaxi Hyundai non ha creato intralcio e non ha ricevuto strombazzate di clacson dagli altri automobilisti (è capitato invece a una Zoox proprio durante i giorni trascorsi a Las Vegas). Certo, in molti l’hanno superata quando la strada aveva più corsie, perché il robotaxi è ligio alle regole e ai limiti di velocità, mentre chi guida a Las Vegas ha spesso la tendenza ad andare molto più veloce.

Da dove nasce Motional
Motional è la società del gruppo Hyundai che si occupa esclusivamente di guida autonoma. Fonde l’esperienza industriale di Hyundai Motor Group, infatti il robotaxi Hyundai è una IONIQ 5 che esce già di fabbrica con tutti i sensori, e anni di ricerca sull’AI applicata alla mobilità, con l’obiettivo di portare su strada veicoli capaci di muoversi in modo affidabile in contesti reali.
Dal 2018 a oggi ha testato i propri sistemi in città come Las Vegas, Los Angeles, Santa Monica e Singapore, passando gradualmente da prototipi sperimentali a vere flotte operative come quella che abbiamo visto durante il CES.

La filosofia dichiarata è “Safety First”: ogni passo verso la commercializzazione viene validato attraverso standard federali americani (FMVSS), controlli indipendenti come quelli del TÜV SÜD e una progressione graduale delle prove, dalle simulazioni fino alle strade aperte al traffico reale.
Inoltre, a completare il quadro, c’è anche un centro operativo che fa da controllo. Oggi c’è un operatore per ogni auto, ma in futuro resteranno alcuni operatori umani che serviranno a prendere il controllo dell’auto in quelle situazioni estreme, come ad esempio disordini pubblici o catastrofi naturali.



Come è fatto il robotaxi Hyundai IONIQ 5
Il veicolo scelto per il servizio di tassista autonomo è la Hyundai IONIQ 5 in versione robotaxi, una vettura che nasce su piattaforma elettrica E-GMP e viene profondamente modificata già in fabbrica, e su specifiche di Motional, per integrare l’hardware necessario alla guida autonoma.
All’esterno la carrozzeria è letteralmente tappezzata di sensori: LiDAR a medio e lungo raggio, radar e videocamere che costituiscono un sistema pluri-ridondante.
Il vero salto tecnologico, però, è nel software. Motional sta passando da un’architettura tradizionale, basata su moduli separati per percezione, decisione e controllo, a un sistema End-to-End basato su modelli di machine learning e intelligenza artificiale. L’obiettivo è arrivare a Large Driving Models, modelli di guida addestrati su enormi quantità di dati reali, in grado di interpretare situazioni complesse e imprevedibili con maggiore fluidità e rapidità di aggiornamento.

Quando arriva il robotaxi pubblico
In questo inizio 2026 partirà la fase di pilot supervisionato col robotaxi Hyundai che avrà un operatore umano a bordo. Sarà l’ultimo passaggio prima dell’apertura completamente driverless, che porterà i robotaxi Motional all’interno dei servizi di ride-hailing cittadini come alternativa reale al taxi tradizionale.
Basterà chiamarli tramite app e salire a bordo, esattamente come accade per il ride-sharing con Lyft o Uber dodato di conducente umano.
