Transizione ecologica, ondata di brand asiatici, usato che cresce e intelligenza artificiale che entra a gamba tesa nelle aziende: nel 2026 fare il dealer auto non è più “aprire il salone e aspettare i clienti”. Così Tomasi Auto sceglie di ospitare nel suo showroom Tomasi Auto Milano la prima edizione 2026 di Top Dealers Italia: raccontando come l’azienda prova a cambiare pelle per adattarsi ai nuovi trend.
Sommario
IA per vendere le auto: non basta un chatbot
Il tema più interessante, però, è come viene usata l’intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi molti operatori hanno messo l’IA su qualcosa, a volte semplicemente per cavalcare un trend. Tomasi Auto prova a fare un passo in più applicandola ai processi interni all’azienda
Si parte da una mappatura molto fine del customer journey, il termine tecnico che definisce il percorso dell’utente dalla manifestazione di interesse al post vendita, passando per le fasi di preventivo, trattativa e consegna dell’auto. Su questa struttura l’IA viene integrata dove ha senso: sugli strumenti di interfaccia, sui sistemi di risposta e sulle attività ripetitive che oggi occupano ore di lavoro. L’obiettivo è dare al cliente un’esperienza più amichevole e rapida e, allo stesso tempo, liberare tempo alle persone per le attività che richiedono davvero competenza e relazione umana.
L’azienda risponde anche al tema delle vendite online contro le vendite in concessionaria, confermando che la risposta è nel mezzo. Tomasi Auto oggi è presente in cinque cinque aree con sedi fisiche – Milano, Roma, Verona, Parma e Guidizzolo – e contemporaneamente spinge sull’e-commerce sviluppato internamente per fare da gancio onnipresente e raggiungibile 24/7.
C’è chi usa Internet solo per selezionare auto e poi chiudere in showroom, chi fa quasi tutto da casa e va in sede solo per il ritiro, e chi è pronto a una gestione completamente digitale.
La crescita dell’usato per compensare lo scarso potere d’acquisto
Oggi, purtroppo, l’usato gioca un ruolo sempre più sociale perché l’Italia ha un’età media del parco auto circolante tra le più alte in Europa. Il motivo? I salari fermi da decenni, e il potere di acquisto dei consumatori italiani che non è cresciuto come accade invece nel resto del Continente.
Per questo motivo, complici le normative anche locali con i blocchi della circolazione, l’usato recente, soprattutto Euro 6, diventa la via di mezzo realistica che le persone possono permettersi di percorrere.
Tomasi Auto ci ha creato intorno una strategia: offrire auto usate più sicure e meno inquinanti a chi oggi guida ancora vetture Euro 3 o Euro 4, prive di ADAS e con emissioni più alte. Nel 2025 il gruppo ha rottamato in media 158 auto al mese, l’80% delle quali con omologazione Euro 4 o precedente. Parallelamente, sulle vendite si vede una crescita netta delle alimentazioni green, con l’ibrido che fa segnare un +12% e l’elettrico a +19% anno su anno. Ovviamente il dato va contestualizzato a volumi inferiori, specie per l’elettrico.
