GWM ORA 5 è l’obiettivo finale, ma arrivare a provarla non è stato facile. Baoding, la città di GWM dove si trovano sia la fabbrica, sia il proving ground e il quartier generale, è sferzata da un vento gelido e temperature bassissime e il test drive di ORA 5 Elettrica e ORA 5 ibrida è solo l’ultimo degli appuntamenti di una giornata per conoscere i “dietro le quinte” di GWM.

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Chi è GWM

Prima di metterci al volante bisogna però riavvolgere il nastro e fare un passo indietro per capire chi è GWM, nome (significa Great Wall Motor) che dobbiamo imparare a conoscere in un elenco – quello dei marchi cinesi – che si allunga giorno dopo giorno.

GWM però ha una storia alle spalle e può contare su più esperienza rispetto ai brand “start-up” che abbiamo visto nascere negli ultimi anni. Great Wall Motor è infatti nata 35 anni fa e si è presto imposta come il produttore numero uno per i SUV, tanto che in Cina il concetto di pickup è associato al brand GWM e l’azienda ha un’importante esperienza nel 4×4.

Oggi la gamma 4×4 ha diverse tecnologie a disposizione: Hi4 è quella più “civile”, con una trazione integrale ibrida orientata all’efficienza. Hi4-T è invece quella più estrema per gli appassionati di fuoristrada più duro, dato che permette di arrivare al blocco dei tre differenziali (anteriore, centrale e posteriore) per spostare il 100% della coppia su un’unica ruota che può toglierci d’impiccio nelle situazioni più estreme quando le altre tre non hanno aderenza.

Ma non c’è solo il 4×4: GWM è una fucina di modelli: tra le varie linee di prodotto presentate al salone di Guangzhou, una trentina in totale, c’è anche ORA 5, un’auto che sarà proposta in tante versioni perché potrà contare, in Europa, su tre carrozzerie (hatchback, station wagon e SUV) e su tre motorizzazioni: elettrica, benzina “pura” e ibrida.

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La fabbrica di GWM a Baoding

La fabbrica di Xushui, il laboratorio climatico e quello per i crash test

Dalla presentazione delle novità di GWM al salone di Guangzhou voliamo a Nord verso Pechino per poi scendere lievemente a Sud arrivando a Baoding, metropoli enorme per i nostri standard, ma poco turistica e meno abituata alla presenza di noi occidentali.

Qui GWM fa da padrona: c’è la sede con il quartier generale, ma anche l’impianto produttivo di Xushui che si trova di fronte a SVOLT, il fornitore di batterie per auto elettriche e ibride.

L’impianto è enorme e moderno perché le linee produttive sono in grado di assemblare diversi modelli: dallo stampaggio all’assemblaggio, i pezzi scorrono mentre bracci robotici saldano e assemblano in un ballo frenetico ma precisissimo.

Per vedere i primi operai umani specializzati bisogna arrivare a una fase più avanzata, quando l’auto ha già iniziato a prendere forma e la scocca è assemblata e verniciata.

GWM ORA 5: primo contatto e prova su “strada”

Il primo contatto con GWM ORA 5 avviene sulla versione elettrica, un’auto che sorprende da subito perché risulta più vicina ai gusti occidentali in termini di dinamica di guida.

La parte più interessante di questa prima prova su strada di ORA 5 emerge quando si inizia a forzarla un po’: portandola in una zona del circuito per i test a bassa aderenza e cercando volutamente la perdita di grip, il telaio restituisce una risposta pulita e prevedibile. Lo sbandamento arriva in modo progressivo e si controlla senza difficoltà, segno di un’impostazione neutra e di controlli elettronici che lavorano in sottofondo, presenti ma mai troppo invadenti.

Certo, lo sterzo non è una “lama” e in alcune circostanze è un po’ leggerino, ma tutto sommato c’è una buona base che fa ben sperare per l’arrivo in Italia della versione ottimizzata per i gusti europei.

Le sospensioni non affondano troppo e non trasmettono quella sensazione di eccessiva morbidezza tipica di molti modelli destinati al mercato cinese.

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Passando alle motorizzazioni, la versione elettrica mette subito in evidenza la spinta tipica di un powertrain a batteria: l’erogazione è immediata, ma mai aggressiva. L’auto accelera con decisione e riprende bene in uscita di curva, riuscendo a sfruttare la coppia senza mettere in crisi la trazione.

L’ibrida, al contrario, punta su un approccio più ovattato. In condizioni normali l’abitacolo resta silenzioso e solo con un affondo deciso dell’acceleratore il motore termico si fa sentire in modo percepibile, aumentando il regime per sostenere la maggior richiesta di potenza. In questa versione Full Hybrid, il motore a benzina 1.5 turbo è affiancato da un motore elettrico e dal motogeneratore.

Sul fronte della gestione energetica, la frenata rigenerativa dell’elettrica resta su livelli piuttosto moderati. Non c’è una vera impostazione one-pedal, anche se il poco tempo a disposizione e la natura prototipale dell’esemplare provato non consentono di trarre conclusioni definitive. In ogni caso, la transizione tra recupero e freni tradizionali mi è sembrata ben calibrata.

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GWM in Italia: quando arriva, con quali marchi

GWM arriverà in Italia nel 2026: a inizio anno verrà creata la National Sale Company, registrandosi quindi come azienda italiana, e nel secondo trimestre, probabilmente a giugno, vedremo il primo veicolo in commercio: ORA 5 in versione SUV.

ORA 5 darà il via a un piano, tra il 2026 e il 2027, composto da 7 modelli tra cui troviamo ORA 5 hatchback, ORA 5 station wagon, un paio di SUV Haval e ORA 5 in versione crossover.

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