A Berlino, durante l’IFA 2025, in mostra il progetto RingConn blood pressure, un’anteprima della tecnologia in sviluppo dall’azienda: la misurazione della pressione sanguigna direttamente da uno smart ring. Una funzione che, se confermata nei prossimi mesi, potrebbe rappresentare un salto importante per la categoria dei wearable da dito e in termini di tracciamento della salute.
Sommario

Le difficoltà di misurare la pressione sanguigna
Da anni si parla di pressione sanguigna sugli indossabili, ma i tentativi di portarla su smartwatch e bracciali si sono spesso fermati a esperimenti poco affidabili. Samsung aveva introdotto la funzione sui suoi smartwatch, ma bisognava calibrarli spesso (misurandola con uno sfigmomanometro) e la lettura non era precisissima. Solo Huawei è riuscita ad avere dati affidabili, ma per farlo ha dovuto creare uno smartwatch (Huawei Watch D e D2) con il cinturino gonfiabile.
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Con il progetto RingConn Blood Pressure, l’azienda prova a spingersi oltre: sfruttare l’anello intelligente per garantire una rilevazione quotidiana e continua, senza la scomodità dei misuratori a bracciale. Anche in questo caso, però, non si tratta di sostituire del tutto i metodi tradizionali: il sistema infatti richiede una calibrazione con sfigmomanometro classico una volta ogni 28 giorni.
Dopo questa fase, l’anello diventa capace di fornire un tracciamento quotidiano utile a individuare trend nella variazione della pressioni e situazioni che spesso vengono trascurate dalle misurazioni singole, come l’ipertensione notturna.
Senza contare che una misurazione silenziosa e continua evita il cosiddetto “effetto camice bianco”, cioè l’ansia da misurazione della pressione che, mettendoci in uno stato di agistazione e attesa per i risultati, può avere effetti sulla misurazione stessa, alterandola.

La minaccia dell’ipertensione, il “killer silenzioso”
L’ipertensione resta uno dei problemi più diffusi al mondo: oltre 1,1 miliardi di persone ne soffrono, secondo i dati OMS, ma meno del 20% riesce a tenerla sotto controllo perché la misurazione della pressione costante è qualcosa di trascurato.
Avere uno strumento che rende il monitoraggio quotidiano più semplice e meno invasivo potrebbe aumentare la consapevolezza e l’aderenza a lungo termine, con benefici diretti nella prevenzione di ictus, infarti e altre complicazioni.
Non sappiamo se si tratterà di un dispositivo medico certificato (difficile che lo sia), ma avere un occhio in più che può anche solo avvisarci sulla necessità di fare un controllo, è un vantaggio notevole in ottica di prevenzione

RingConn Blood Pressure sarà retrocompatibile
Il brand RingConn non è nuovo al pubblico europeo: con i suoi RingConn Gen 2 e Gen 2 Air ha già conquistato più di 250.000 utenti nel mondo.
Ma la vera partita si gioca qui: la possibilità di diventare il primo produttore a portare la pressione sanguigna in un anello smart potrebbe segnare un punto di svolta in un mercato oggi dominato da smartwatch e smartband (qui trovi tutte le novità sui dispositivi indossabili).
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La funzione è ancora in fase di sviluppo e l’azienda ha avviato un programma di test interni con utenti selezionati. Bisognerà poi capire se la funzione sarà retrocompatibile anche con i prodotti esistenti, ad esempio il RingConn 2 che ho recensito qui. Ho chiesto all’azienda, e su questo punto la risposta è stata che la funzione è ancora in test e quindi non ci sono conferme, ma neanche smentite.
